Bonus per giovani, donne e Sud: arriva la proroga, ma è a tempo

di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 02/02/2026

Una giovane consulta i suoi appunti in tema di bonus (repertorio)

Una giovane consulta i suoi appunti in tema di bonus (repertorio) - Freepik

Il governo fa marcia indietro sui bonus per le assunzioni di giovani, donne e nel Mezzogiorno. Con un emendamento del ministero del Lavoro al decreto Milleproroghe, ora all’esame della Camera, vengono ripristinati gli sgravi contributivi rimasti esclusi dal testo approvato a fine anno. La proroga, però, ha una durata limitata: cinque mesi per il bonus giovani e per la Zes unica del Sud, un anno per il bonus donne.

IL PASTICCIO TRA MANOVRA E MILLEPROROGHE

La retromarcia arriva dopo settimane di incertezza normativa. Gli incentivi erano stati inseriti in una prima bozza del Milleproroghe, per poi scomparire dalla versione definitiva del decreto pubblicata in Gazzetta ufficiale il 31 dicembre 2025. Il ministero del Lavoro aveva parlato di un problema tecnico, legato alla sovrapposizione con la manovra di bilancio, assicurando un recupero in sede parlamentare. Recupero che ora si concretizza, ma con tempi ridotti e una copertura finanziaria più limitata.

COSA C’È IN MANOVRA

Il paradosso è che nella legge di bilancio era già rimasta in vigore una norma che prevede una decontribuzione parziale, non più totale, per le assunzioni stabili di giovani, donne e nelle aree della Zes. La misura dispone di uno stanziamento triennale da 825 milioni di euro tra il 2026 e il 2028, ma è subordinata all’adozione di un decreto interministeriale Lavoro-Mef e alla presentazione di un rapporto sull’impatto occupazionale degli incentivi nel 2025. Un percorso complesso che, di fatto, ha lasciato scoperto l’inizio dell’anno.

IL CONFRONTO CON LE MISURE DEL 2025

A pesare è anche il raffronto con il recente passato. Nel 2025 le risorse disponibili ammontavano a circa 2 miliardi di euro su tre anni, finanziate in larga parte con fondi europei del programma “Giovani, donne e lavoro” 2021-2027. Fondi che, secondo diverse ricostruzioni, non risultano esauriti, anche perché l’operatività degli incentivi, soprattutto nella Zes, era partita in ritardo, con la circolare Inps arrivata solo a maggio.

COME FUNZIONAVANO I BONUS

Il precedente impianto consentiva alle imprese di ottenere uno sgravio fino a 500 euro al mese per due anni per l’assunzione stabile di under 35, che saliva a 650 euro nel Mezzogiorno. Per le donne, lo sconto era pari a 650 euro mensili per due anni, indipendentemente dall’età, a condizione di uno stato di disoccupazione di almeno sei mesi al Sud o ventiquattro mesi nel resto d’Italia. Le agevolazioni riguardavano contratti a tempo indeterminato, anche part-time o in somministrazione, e assunzioni aggiuntive rispetto all’organico dell’anno precedente.

Tutte le misure erano scadute a fine 2025. Ora il governo riapre, ma con una scadenza ravvicinata. Una soluzione tampone che evita il vuoto normativo, senza però garantire quella continuità che imprese e parti sociali chiedono da tempo per incentivi pensati per favorire occupazione stabile e riduzione dei divari territoriali.

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