di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 03/02/2026

Due giovani consultano notizie riguardo i bonus lavoro (repertorio) - Freepik
Anche per il 2026 è stato confermato il bonus per i lavoratori dipendenti, una misura che consente di aumentare lo stipendio netto in busta paga grazie a un esonero contributivo riconosciuto direttamente dal datore di lavoro. La Legge di Bilancio ha rifinanziato l’agevolazione, prevedendo una riduzione dei contributi previdenziali a carico del lavoratore con percentuali comprese tra il 4,8% e il 7,1%, in base al reddito.
Sul funzionamento del beneficio e sui soggetti ammessi sono arrivati anche importanti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, utili a delimitare con precisione l’ambito di applicazione dello sconto.
COS’È IL BONUS LAVORATORI DIPENDENTI
Il bonus lavoratori dipendenti consiste in una riduzione dei contributi previdenziali trattenuti ogni mese in busta paga. Lo sconto riguarda i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico sia del settore privato, e ha l’effetto diretto di aumentare la retribuzione netta, senza modificare lo stipendio lordo.
Il beneficio non deve essere richiesto dal lavoratore: viene applicato automaticamente dal datore di lavoro in sede di elaborazione della busta paga.
IL TAGLIO DEI CONTRIBUTI IN BASE AL REDDITO
L’esonero contributivo varia in funzione del reddito annuo percepito. Per il 2026 sono previste le seguenti aliquote di riduzione:
Per i redditi più elevati cambia il meccanismo: è prevista una detrazione fissa di 1.000 euro annui per chi guadagna tra 20.001 e 32.000 euro. Oltre questa soglia, la detrazione diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro.
Il bonus è stato introdotto con la Legge di Bilancio 2024 ed è stato confermato anche dalle manovre successive, compresa quella in vigore per il 2026, con stanziamenti dedicati a garantirne la continuità.
COME CAMBIA LA BUSTA PAGA
La riduzione dei contributi a carico del lavoratore comporta meno trattenute previdenziali e quindi un aumento immediato dello stipendio netto. L’incremento varia sensibilmente in base alla fascia di reddito.
Alcuni esempi aiutano a comprendere l’impatto concreto:
Per i redditi superiori, la detrazione si riduce secondo questo schema:
QUALI PERIODI COPRE IL BONUS
Per beneficiare dello sgravio non è sufficiente essere formalmente assunti. È necessario che nei periodi considerati il lavoratore abbia effettivamente percepito una retribuzione.
Con una risposta fornita a gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nei casi di permessi non retribuiti o di periodi senza compenso, pur in presenza di un rapporto di lavoro attivo, il datore deve ricalcolare la retribuzione teorica, escludendo le giornate non pagate. Questo ricalcolo può incidere sulla fascia di reddito e quindi sull’aliquota di sgravio applicabile.
GLI ALTRI INTERVENTI CHE INCIDONO SULLA BUSTA PAGA
Il bonus lavoratori dipendenti non è l’unica misura confermata per il 2026.
TAGLIO DELL’IRPEF
È operativo anche il taglio dell’Irpef, con la riduzione del secondo scaglione dal 35% al 33%. Le aliquote sono ora strutturate come segue:
Il risparmio può arrivare fino a 440 euro l’anno per i redditi più elevati, mentre per chi guadagna tra 35.000 e 40.000 euro il beneficio annuo varia tra 140 e 240 euro.
TETTO ALLE DETRAZIONI
Per i redditi alti la Legge di Bilancio 2026 introduce limiti più stringenti alle detrazioni fiscali. Oltre i 75.000 euro di reddito complessivo, le detrazioni vengono rimodulate in base al numero dei figli. Restano generalmente escluse dai tagli le spese mediche, mentre per le spese scolastiche e universitarie è confermato il tetto di 1.000 euro per studente.
FRINGE BENEFIT ESENTI
Sono confermate anche per il 2026 le soglie di fringe benefit esentasse:
Rientrano tra i fringe benefit le utenze domestiche, i canoni di locazione della prima casa e gli interessi sul mutuo. Per le auto aziendali a uso promiscuo resta la tassazione differenziata in base alle emissioni.
Non è invece stata rinnovata l’agevolazione specifica per le nuove assunzioni con trasferimento di residenza oltre i 100 chilometri, prevista nel 2025: per il 2026 restano validi solo i rimborsi legati ai contratti attivati lo scorso anno.
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