di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 13/01/2026

Si leggono le ultime novità in materia di Isee (repertorio) - Freepik
Le novità annunciate dal Governo in materia di ISEE 2026 intervengono su ambiti particolarmente delicati, come l’ampliamento del patrimonio mobiliare rilevante e la revisione dei criteri legati alla prima casa e alla scala di equivalenza. Tuttavia, la stessa formulazione normativa chiarisce che si tratta di misure non immediatamente operative, perché subordinate all’adozione di specifici provvedimenti attuativi e all’aggiornamento del regolamento ISEE.
Il nodo centrale non riguarda quindi il contenuto delle modifiche, ma la loro collocazione giuridica: l’efficacia è espressamente rinviata “nelle more” dell’adeguamento regolamentare, una formula che delimita con precisione i tempi di applicazione delle novità.
Secondo indiscrezioni di stampa, INPS starebbe lavorando all’adeguamento dei sistemi informatici per recepire le modifiche introdotte dalla Manovra 2026, con un possibile aggiornamento entro la fine di gennaio. Al momento, però, manca qualsiasi comunicazione ufficiale che confermi tempistiche e modalità di applicazione. In assenza del regolamento attuativo, resta quindi l’incertezza su quando le nuove regole entreranno effettivamente nel calcolo delle DSU presentate dalle famiglie.
PATRIMONIO MOBILIARE, L’ESTENSIONE ANNUNCIATA
Tra le novità più rilevanti figura l’ampliamento della componente patrimoniale considerata ai fini ISEE. Secondo le indicazioni del Governo italiano, nel nuovo perimetro dovrebbero rientrare anche attività e disponibilità economiche finora escluse o solo marginalmente intercettate, come le giacenze in valuta detenute all’estero, le criptovalute e le rimesse di denaro verso l’estero, comprese quelle effettuate tramite sistemi di money transfer o invio di contante non accompagnato.
Si tratta di un intervento che incide in modo significativo sulla rappresentazione complessiva della situazione economica dei nuclei familiari, ampliando il campo di osservazione dell’indicatore.
PERCHÉ LE NOVITÀ NON SONO SUBITO APPLICABILI
La stessa normativa chiarisce che l’inclusione di queste nuove componenti patrimoniali non è automatica. Le modalità operative dovranno essere definite da un decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Solo dopo l’emanazione del decreto saranno chiariti i criteri di valorizzazione delle nuove attività, aggiornati i modelli di dichiarazione e concessi agli enti erogatori 90 giorni di tempo per adeguare le prestazioni sociali. Fino a quel momento, restano valide le prestazioni già in corso, erogate secondo le regole precedenti. Una clausola che conferma, di fatto, la sospensione dell’efficacia delle novità.
PRIMA CASA E SCALA DI EQUIVALENZA, COSA CAMBIA SULLA CARTA
Un secondo filone di intervento riguarda la valorizzazione della casa di abitazione e la scala di equivalenza per alcune prestazioni. Le misure annunciate prevedono l’innalzamento della soglia di esclusione della prima casa da 52.500 a 91.500 euro, con un incremento ulteriore per i nuclei con più figli conviventi, e una revisione delle maggiorazioni della scala di equivalenza.
Si tratta di modifiche potenzialmente favorevoli, soprattutto per le famiglie con figli e patrimonio immobiliare concentrato sull’abitazione principale. Tuttavia, anche in questo caso, l’efficacia è subordinata all’adeguamento del regolamento ISEE.
ATTUAZIONE “NELLE MORE” DELL’ADEGUAMENTO REGOLAMENTARE
Dal punto di vista giuridico, la formula utilizzata dal legislatore è chiara: fino alla modifica del DPCM che disciplina il regolamento ISEE, continuano ad applicarsi le regole attuali. Le nuove soglie non possono essere utilizzate nei calcoli e gli enti erogatori non possono modificare autonomamente i criteri di accesso alle prestazioni sociali.
Le novità restano quindi formalmente enunciate, ma prive di effetti concreti.
EFFETTI PRATICI PER FAMIGLIE E CONTRIBUENTI
Per chi presenta o aggiorna l’ISEE nei primi mesi del 2026, la conseguenza è netta: il calcolo continuerà a basarsi sulle norme vigenti, sia per quanto riguarda il patrimonio mobiliare sia per la valorizzazione della prima casa.
Solo con l’adozione dei provvedimenti attuativi e con l’aggiornamento del regolamento potranno entrare in vigore le nuove componenti patrimoniali, le franchigie aggiornate e la ricalibrazione delle prestazioni sociali secondo i nuovi criteri.
UNA DINAMICA GIÀ VISTA
La vicenda dell’ISEE 2026 ripropone uno schema già osservato in passato: tra l’annuncio politico delle riforme e la loro applicazione concreta si inserisce una fase tecnica e regolamentare che può durare mesi. È in questo spazio che si gioca il reale impatto delle modifiche sull’accesso a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali.
Comprendere questa distinzione consente di evitare aspettative errate e di interpretare correttamente i tempi della riforma, almeno finché le novità resteranno prive di attuazione operativa.
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