Bonus cultura 2026 con Carta Valore da 500 euro, requisiti ISEE e a chi spetta

di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 14/01/2026

Giovani consultano notizie sulla Carta valore cultura (repertorio)

Giovani consultano notizie sulla Carta valore cultura (repertorio) - Freepik

Il bonus cultura cambia ancora. A partire dal 2026, l’ex 18App viene definitivamente superata e sostituita dalla Carta Valore cultura, una nuova misura che ridefinisce requisiti, platea dei beneficiari e controlli. L’intervento del Governo mira a semplificare il sistema, dopo il fallimento del doppio bonus introdotto nel 2025 e le numerose frodi emerse negli anni precedenti. La nuova carta sarà riservata a una platea più selezionata, ma potenzialmente più ampia rispetto al modello basato su ISEE e merito introdotto lo scorso anno.

COME FUNZIONA LA CARTA VALORE CULTURA

La Carta Valore cultura sostituisce sia la Carta giovani sia la Carta del merito, accorpando il bonus in un’unica misura. Il beneficio sarà riconosciuto a chi consegue il diploma di scuola secondaria di secondo grado entro i 19 anni di età, requisito che di fatto esclude chi ha ripetuto uno o più anni scolastici.

Il bonus non è più universale per tutti i diciottenni, ma non è nemmeno legato all’ISEE, come previsto nel 2025. Il criterio centrale diventa quindi il percorso scolastico regolare, senza bocciature.

IMPORTO DEL BONUS, COSA SI SA PER IL 2026

L’importo ufficiale della Carta Valore cultura non è ancora fissato. La Manovra finanziaria rimanda la definizione a un decreto ministeriale attuativo, da emanare entro il 30 novembre 2026.Tuttavia, la legge ha già previsto uno stanziamento complessivo di 180 milioni di euro. Considerando il numero medio di studenti che ogni anno conseguono il diploma senza interruzioni, la stima porta a un bonus di circa 500 euro a beneficiario, in linea con l’importo storico dell’18App. Si tratta però di una stima non ufficiale, soggetta a variazioni in base al numero effettivo delle domande.

REQUISITI PER OTTENERE IL BONUS CULTURA 2026

Per accedere alla Carta Valore cultura sarà necessario rispettare due condizioni fondamentali:

  • conseguire il diploma di scuola superiore;
  • avere meno di 19 anni, quindi completare il ciclo di studi senza bocciature.

Non è previsto, almeno nella formulazione attuale, alcun limite ISEE, segnando un ritorno a un criterio meno selettivo sul piano reddituale rispetto alle misure del 2025.

PIÙ CONTROLLI CONTRO LE FRODI

Uno degli elementi centrali della riforma riguarda il rafforzamento dei controlli. L’esperienza dell’18App ha evidenziato un sistema vulnerabile a truffe informatiche e furti di identità digitale. Secondo la Guardia di Finanza, negli anni sarebbero stati sottratti oltre 21 milioni di euro attraverso meccanismi di riciclaggio e complicità con alcuni esercizi commerciali.

Per la nuova Carta Valore cultura, il Ministero della Cultura effettuerà controlli semestrali sugli importi erogati, con comunicazione periodica alla Ragioneria generale dello Stato. L’obiettivo è duplice: prevenire le frodi e ottenere dati più precisi sull’utilizzo del bonus e sul suo impatto reale sui consumi culturali.

PERCHÉ IL GOVERNO HA CAMBIATO DI NUOVO LE REGOLE

Il nuovo intervento nasce anche dalle critiche del settore culturale. Le regole introdotte nel 2025, basate su ISEE e merito, avevano ridotto sensibilmente la platea dei beneficiari, con un effetto negativo sugli incassi di librerie, cinema, teatri e operatori culturali.

I dati mostrano che, nonostante l’aumento delle richieste nel 2025, il sistema risultava frammentato:

  • Carta giovani: da 96mila richieste nel 2024 a 223mila nel 2025;
  • Carta del merito: da 21mila a 40mila richieste nello stesso periodo.

Numeri in crescita, ma ritenuti insufficienti dagli operatori rispetto alla platea garantita dall’18App originaria. Da qui la scelta di unificare il bonus e renderlo più semplice, pur mantenendo un criterio selettivo legato al percorso scolastico.

Il bonus cultura 2026, dunque, torna a un modello più vicino all’idea iniziale, ma con regole più stringenti e controlli rafforzati, nel tentativo di bilanciare sostegno alla cultura e tutela delle risorse pubbliche.

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