Pensione anticipata a 64 anni nel 2026: requisiti, soglie e cosa cambia

di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 21/01/2026

Una futura pensionata controlla le ultime notizie in materia di previdenza (repertorio)

Una futura pensionata controlla le ultime notizie in materia di previdenza (repertorio) - Freepik

Nel 2026 la pensione anticipata a 64 anni resta prevista dall’ordinamento previdenziale, ma continua a essere accessibile solo a una platea molto ristretta di lavoratori. Le regole in vigore rendono questa possibilità riservata quasi esclusivamente ai contributivi puri con carriere solide e assegni di importo elevato, escludendo di fatto la maggioranza dei potenziali interessati. Negli ultimi anni il legislatore ha progressivamente irrigidito i requisiti, trasformando questa forma di uscita anticipata in uno strumento altamente selettivo che richiede una pianificazione previdenziale attenta e consapevole.

CHI RIENTRA NEL SISTEMA CONTRIBUTIVO PURO

Il presupposto essenziale per accedere alla pensione anticipata a 64 anni è l’appartenenza al sistema contributivo puro. Ne fanno parte esclusivamente i lavoratori che non hanno versato alcun contributo prima del 1° gennaio 1996, data di entrata in vigore della riforma Dini.

Anche un solo contributo antecedente a questa data determina il passaggio al sistema misto e l’esclusione da questo canale di anticipo. L’unica eccezione riguarda gli iscritti alla Gestione Separata, per i quali la possibilità resta valida anche in presenza di periodi contributivi precedenti.

REQUISITI PER ANDARE IN PENSIONE A 64 ANNI NEL 2026

Per accedere all’uscita anticipata nel 2026 è necessario rispettare tre requisiti contemporaneamente. Il lavoratore deve aver compiuto 64 anni di età, aver maturato almeno 20 anni di contributi effettivi e, soprattutto, deve raggiungere una soglia minima di assegno pensionistico particolarmente elevata.

L’importo della pensione deve essere pari ad almeno tre volte l’assegno sociale. Considerando un assegno sociale pari a 546,24 euro lordi mensili, la soglia da superare è fissata a 1.638,72 euro lordi al mese. È proprio questo vincolo economico a rendere la misura fortemente selettiva, penalizzando chi ha avuto carriere discontinue o retribuzioni medio-basse.

AGEVOLAZIONI PER LE DONNE CON FIGLI

La normativa prevede una riduzione della soglia economica per le donne con figli. In presenza di un figlio, il requisito scende a 2,8 volte l’assegno sociale; con due o più figli, si riduce ulteriormente a 2,6 volte. Resta però un limite stringente: l’importo richiesto deve derivare esclusivamente dalla pensione pubblica, senza possibilità di integrazione con altre forme di reddito previdenziale.

COSA CAMBIA DAL 2026 SULLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Una delle modifiche più rilevanti riguarda il rapporto tra pensione pubblica e previdenza complementare. Fino al 2025 era consentito sommare la rendita di un fondo pensione all’assegno erogato dall’INPS per raggiungere la soglia minima prevista.

Dal 1° gennaio 2026 questa possibilità viene meno. Il requisito economico dovrà essere soddisfatto esclusivamente con l’assegno Inps, rendendo ancora più difficile l’accesso alla pensione anticipata a 64 anni.

PROSPETTIVE FUTURE E SCENARI POSSIBILI

Il 2026 potrebbe rappresentare una delle ultime finestre relativamente meno restrittive. Dal 2027 l’età minima salirà a 64 anni e 1 mese, mentre dal 2030 il requisito contributivo passerà da 20 a 30 anni. Per chi valuta questa opzione, il primo passo resta la richiesta di un preventivo pensionistico all’Inps. Solo conoscendo l’importo stimato dell’assegno è possibile capire se la soglia viene superata o se sarà necessario rinviare l’uscita, valutare altri canali di anticipo o attendere la pensione di vecchiaia a 67 anni.

La pensione anticipata a 64 anni nel 2026 non è un miraggio, ma è riservata a profili contributivi molto specifici e con assegni di importo elevato. La stretta normativa segna un cambio di passo netto e rende la programmazione previdenziale più cruciale che mai.

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