di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 21/01/2026

Si fa spazio in casa per i nuovi mobili (repertorio) - rawpixel.com
La Legge di Bilancio ha confermato anche per il 2026 il Bonus Mobili ed Elettrodomestici, prorogando una delle agevolazioni fiscali più utilizzate da chi ristruttura casa. A seguito della proroga, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato la guida ufficiale con il riepilogo completo delle regole applicabili alle spese sostenute nel nuovo anno.
Nel vademecum dell’amministrazione finanziaria non emergono cambiamenti strutturali rispetto al 2025, ma vengono ribadite condizioni, limiti di spesa e modalità operative che restano fondamentali per non perdere il beneficio fiscale.
BONUS MOBILI 2026: COSA PREVEDE LA PROROGA
Per il 2026 resta valida la detrazione Irpef del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi, destinati ad immobili oggetto di ristrutturazione edilizia agevolata.
Il tetto massimo di spesa è fissato a 5.000 euro, comprensivo anche delle spese di trasporto e montaggio. La detrazione si applica alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2026 e viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
ACQUISTI LEGATI ALLA RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
Il Bonus Mobili è strettamente collegato a un intervento di ristrutturazione edilizia che dà diritto alla detrazione fiscale prevista per i lavori. La data di avvio dei lavori deve essere antecedente all’acquisto dei mobili, mentre il pagamento degli arredi può avvenire anche in un momento successivo.
Per poter usufruire del Bonus nel 2026, i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025 in poi. Non è invece rilevante la data di conclusione dell’intervento, purché l’inizio sia correttamente documentato.
SPESE AMMESSE CON IL BONUS MOBILI
L’agevolazione riguarda esclusivamente mobili nuovi e grandi elettrodomestici ad alta efficienza energetica. I mobili non devono necessariamente essere collocati nello stesso ambiente interessato dalla ristrutturazione: chi ristruttura, ad esempio, il soggiorno può acquistare arredi per la camera da letto.
Per quanto riguarda gli elettrodomestici, sono ammesse solo determinate classi energetiche minime:
Rientrano tra i grandi elettrodomestici, a titolo esemplificativo, frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, forni, piani cottura, stufe elettriche, apparecchi per il riscaldamento e il condizionamento.
LIMITI NEI CONDOMINI
In caso di ristrutturazioni sulle parti comuni di un edificio condominiale, il Bonus Mobili può essere utilizzato esclusivamente per arredare gli spazi comuni, come la guardiola del portiere o i locali lavanderia. Non è invece possibile impiegare la detrazione per acquistare mobili destinati alle singole abitazioni private.
COME SI USA LA DETRAZIONE NEL 2026
La detrazione del Bonus Mobili si utilizza direttamente in dichiarazione dei redditi, suddivisa in dieci rate annuali di pari importo. I pagamenti devono essere effettuati con bonifico bancario o postale, oppure con carta di credito o di debito.
Non sono ammessi altri strumenti di pagamento, nemmeno se tracciabili, come assegni bancari o contanti. In caso di acquisto tramite finanziamento, il pagamento deve essere effettuato dalla società finanziaria con modalità conformi e il contribuente deve conservare la documentazione comprovante l’operazione.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il tetto di spesa complessivo: se nel 2025 sono già stati acquistati mobili usufruendo del Bonus, nel 2026 il limite di 5.000 euro va calcolato al netto delle spese già sostenute l’anno precedente.
Il Bonus Mobili 2026 si conferma dunque uno strumento stabile, ma vincolato a regole precise. Il rispetto delle condizioni formali e temporali resta decisivo per non compromettere il diritto alla detrazione.
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