Furto di SPID, allarme dall’Agenzia delle Entrate: cosa sta succedendo

di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 22/01/2026

Un hacker (repertorio)

Un hacker (repertorio) - Freepik

Torna a crescere il furto delle credenziali SPID e scatta un nuovo allarme istituzionale. A segnalarlo è l’Agenzia delle Entrate, che ha diffuso un Avviso ufficiale per mettere in guardia cittadini e imprese da una rinnovata ondata di tentativi di phishing. L’obiettivo dei truffatori è sottrarre l’identità digitale per accedere a servizi fiscali, sanitari e previdenziali, con conseguenze potenzialmente rilevanti sul piano economico e amministrativo.

Il fenomeno si inserisce in un contesto di crescente digitalizzazione dei servizi pubblici, dove lo SPID è diventato uno strumento centrale e, proprio per questo, particolarmente appetibile per le frodi informatiche.

COME FUNZIONA LA NUOVA TRUFFA SULLO SPID

Il meccanismo è noto ma continua a fare vittime. I truffatori inviano email o SMS che simulano comunicazioni ufficiali, utilizzando loghi, linguaggio e riferimenti istituzionali credibili. I messaggi fanno leva su situazioni di urgenza: presunte irregolarità fiscali, sospensione di rimborsi, anomalie nei dati personali o richieste di aggiornamento delle credenziali.

Il link contenuto nel messaggio conduce a siti web falsi, graficamente molto simili a quelli autentici. Inserendo username e password, l’utente consegna di fatto le proprie credenziali SPID ai criminali informatici.

PERCHÉ LE CREDENZIALI SPID SONO COSÌ RICERCATE

Lo SPID rappresenta oggi una chiave di accesso unica a una vasta gamma di servizi pubblici e privati: area fiscale, previdenza, sanità digitale, bonus, rimborsi, fatturazione elettronica e comunicazioni ufficiali.

Una volta ottenuta l’identità digitale, i truffatori possono consultare dati sensibili, presentare istanze, modificare informazioni personali, intercettare comunicazioni e tentare frodi economiche o richieste indebite di benefici. In molti casi il danno emerge solo dopo settimane o mesi, quando le operazioni illecite sono già state portate a termine.

I SEGNALI CHE DEVONO FAR SCATTARE L’ALLARME

L’Agenzia delle Entrate richiama l’attenzione su alcuni indicatori tipici dei tentativi di phishing. Destano particolare sospetto le richieste urgenti di inserimento o conferma delle credenziali SPID, i link che rimandano a indirizzi web non riconducibili a domini istituzionali, i messaggi che minacciano blocchi, sanzioni o la perdita di benefici, così come gli inviti ad agire “entro poche ore”.

Le pubbliche amministrazioni ribadiscono che non chiedono mai credenziali, password o codici temporanei tramite email o SMS.

COSA FARE IN CASO DI SOSPETTO FURTO DI SPID

Se si teme di aver inserito le credenziali su un sito sospetto o di essere stati vittime di un tentativo di truffa, è fondamentale intervenire immediatamente. Occorre contattare il gestore SPID per bloccare o sospendere l’identità digitale, modificare le credenziali di accesso, verificare eventuali accessi anomali ai servizi collegati e segnalare l’accaduto alle autorità competenti.

La tempestività è un fattore decisivo per limitare i danni e impedire ulteriori utilizzi fraudolenti dell’identità digitale.

UN RISCHIO STRUTTURALE NELL’ERA DEI SERVIZI DIGITALI

L’aumento dei casi di phishing legati allo SPID evidenzia una criticità strutturale del sistema digitale. Se da un lato l’accesso online ai servizi pubblici semplifica le procedure, dall’altro amplifica l’impatto delle frodi informatiche. La sicurezza dell’identità digitale è ormai un tema centrale di tutela economica e amministrativa. In questo scenario, la consapevolezza degli utenti resta la prima e più efficace linea di difesa contro le truffe.

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