di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 06/02/2026

Una sede dell'Agenzia delle Entrate (repertorio) - Redazione Lavoratorio.it
L’Agenzia delle Entrate accelera sul fronte del contrasto all’evasione fiscale e conferma per il 2026 l’invio di 2,4 milioni di lettere di compliance ai contribuenti. L’annuncio è arrivato nel corso di Telefisco, l’appuntamento annuale dedicato agli operatori del settore, durante il quale il direttore Vincenzo Carbone ha illustrato la strategia dell’amministrazione finanziaria per l’anno in corso.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare il dialogo preventivo con i contribuenti, incentivando il ricorso al ravvedimento operoso e riducendo il ricorso a strumenti repressivi. Una linea che punta a migliorare la fedeltà fiscale complessiva e a rendere più efficiente il sistema dei controlli.
SMASCHERATI 200MILA EVASORI, I DATI DELL’ANALISI DEL RISCHIO
Il bilancio dell’attività svolta nel 2025 evidenzia l’impatto dei nuovi strumenti di analisi. Secondo i dati forniti dall’Agenzia, sono stati individuati circa 200.000 evasori, di cui il 57% completamente privo di dichiarazione dei redditi e il restante 43% operante in una condizione di sostanziale invisibilità fiscale.
Carbone ha chiarito che non si tratta di controlli automatici: ogni anno vengono analizzate circa 17 milioni di posizioni, attraverso modelli di rischio che consentono di individuare solo le anomalie più rilevanti. L’incrocio tra fatture elettroniche, corrispettivi telematici e volumi d’affari dichiarati permette di far emergere discrepanze evidenti, come detrazioni IVA non coerenti con i dati disponibili.
CRITERI SELETTIVI E STRATEGIA DI PREVENZIONE NEL 2026
La linea seguita per il 2026 si fonda sull’applicazione di criteri selettivi, con l’obiettivo di evitare controlli generalizzati. Le verifiche vengono avviate solo nei casi in cui le analisi tecniche mostrano una distanza significativa tra quanto comunicato all’amministrazione finanziaria e quanto effettivamente versato.
Le lettere di compliance rappresentano il primo passaggio di questo percorso: segnalano al contribuente le anomalie riscontrate e offrono la possibilità di regolarizzare la propria posizione con sanzioni ridotte, prima dell’eventuale avvio di un accertamento formale.
In questo quadro, la digitalizzazione dei dati fiscali si conferma lo strumento centrale per ridurre il tax gap, rendendo i controlli più mirati e meno invasivi per i contribuenti in regola, e rafforzando al tempo stesso l’efficacia complessiva dell’azione anti-evasione.
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