Bonus assunzioni al Sud: fino a 650 euro al mese per chi va a lavorare in queste regioni

di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 04/02/2026

Una sede INPS (repertorio)

Una sede INPS (repertorio) - Redazione Lavoratorio.it

Dal 4 febbraio 2026 il bonus assunzioni Zes Unica è pienamente operativo. Con la pubblicazione della circolare Inps n. 10/2026, sono state definite le regole applicative dell’incentivo destinato a favorire l’occupazione stabile nel Mezzogiorno. La misura consente alle imprese di ottenere un esonero contributivo totale per l’assunzione di lavoratori disoccupati da lungo periodo, con un risparmio che può arrivare fino a 650 euro al mese per ciascun lavoratore.

COS’È IL BONUS ASSUNZIONI ZES UNICA

Il bonus assunzioni Zes Unica consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro un massimale mensile di 650 euro per ciascun dipendente assunto. Restano esclusi dall’agevolazione i premi Inail.

Il beneficio è riconosciuto per un periodo massimo di 24 mesi ed è applicabile alle assunzioni a tempo indeterminato, sia full time sia part time, effettuate nel periodo compreso tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025.

REQUISITI DEI LAVORATORI

L’agevolazione può essere richiesta solo per l’assunzione di lavoratori che rispettano precisi requisiti anagrafici e occupazionali. In base alle istruzioni Inps, i lavoratori devono:

  • aver compiuto almeno 35 anni di età;
  • essere privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi;
  • essere residenti o impiegati presso una sede operativa situata in una regione della Zes Unica.

LE REGIONI INTERESSATE

Il bonus assunzioni Zes Unica riguarda esclusivamente le regioni del Mezzogiorno incluse nella Zona economica speciale unica. Le regioni interessate sono:

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

ASSUNZIONI ESCLUSE DAL BONUS

Non rientrano nell’agevolazione le assunzioni di:

  • dirigenti;
  • lavoratori domestici;
  • lavoratori assunti con contratto di apprendistato.

VINCOLI PER LE IMPRESE

Per accedere al bonus, le imprese devono rispettare una serie di condizioni stringenti. In particolare, l’assunzione agevolata deve determinare un incremento occupazionale netto, calcolato confrontando le Unità di lavoro annuo (Ula) con la media dei dodici mesi precedenti.

Il requisito è considerato soddisfatto anche se l’assunzione copre un posto resosi vacante per dimissioni volontarie o pensionamento. Non è invece ammesso l’utilizzo del bonus per sostituire lavoratori licenziati per motivi economici.

DIVIETO DI LICENZIAMENTO

La fruizione del bonus è subordinata al rispetto di specifici vincoli in materia di stabilità occupazionale:

  • nei sei mesi precedenti l’assunzione, l’azienda non deve aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nella stessa unità produttiva;
  • nei sei mesi successivi, il lavoratore agevolato non può essere licenziato per motivi economici.

La violazione di questi obblighi comporta la revoca del beneficio e l’obbligo di restituzione delle somme già fruite.

È inoltre indispensabile che l’impresa sia in possesso di un Durc regolare. Eventuali irregolarità contributive impediscono l’accesso all’incentivo.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

Il bonus non viene riconosciuto automaticamente. Il datore di lavoro deve presentare apposita richiesta tramite il portale Inps, accedendo con le proprie credenziali digitali e selezionando il modulo Incentivo Zes Unica.

L’Inps verifica in tempo reale la disponibilità delle risorse, che ammontano complessivamente a 825 milioni di euro fino al 2028, e comunica l’eventuale prenotazione dell’importo massimo spettante.

Entro 14 giorni dalla conferma della prenotazione, l’azienda deve procedere all’assunzione, se non già effettuata, e inviare la comunicazione definitiva. Una volta autorizzato l’incentivo, lo sgravio viene recuperato tramite conguaglio nelle denunce contributive mensili, utilizzando il codice indicato nelle istruzioni Inps.

Il bonus assunzioni Zes Unica rappresenta così uno degli strumenti più rilevanti per sostenere l’occupazione stabile nel Mezzogiorno, riducendo in modo significativo il costo del lavoro per le imprese.

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