Bonus domotica 2026: a quanto ammonta e chi può accedere all’agevolazione

di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 13/03/2026

Una sistema di serratura automatico grazie alla domotica (repertorio)

Una sistema di serratura automatico grazie alla domotica (repertorio) - Sebastian Scholz (Nuki)

Trasformare la propria abitazione in una smart home non è più soltanto una scelta legata al comfort domestico, ma rappresenta sempre più una strategia utile per ridurre i consumi energetici e migliorare l’efficienza dell’immobile.

Il bonus domotica 2026, noto ufficialmente come Building Automation, rientra tra gli incentivi fiscali previsti per gli interventi di riqualificazione energetica. L’agevolazione consente ai contribuenti di recuperare una parte delle spese sostenute per l’installazione di sistemi intelligenti che permettono il controllo automatico e da remoto degli impianti domestici.

COS’È IL BONUS DOMOTICA E COSA FINANZIA

Il bonus è pensato per incentivare l’installazione di sistemi tecnologici in grado di gestire e monitorare gli impianti termici della casa, migliorando l’efficienza energetica dell’edificio.

In particolare, l’agevolazione riguarda dispositivi che consentono:

  • il controllo remoto di riscaldamento e climatizzazione
  • la gestione della produzione di acqua calda sanitaria
  • il monitoraggio dei consumi energetici in tempo reale
  • la programmazione automatizzata degli impianti

Grazie a queste tecnologie è possibile ridurre gli sprechi energetici e ottimizzare l’utilizzo degli impianti, con benefici sia economici sia ambientali.

A QUANTO AMMONTA LA DETRAZIONE NEL 2026

A partire dal 2026 l’aliquota del bonus non è più unica al 65%, ma segue il nuovo schema previsto per i bonus edilizi.

Le detrazioni previste sono:

  • 50% delle spese per gli interventi effettuati sull’abitazione principale, cioè l’immobile in cui il contribuente ha residenza e dimora abituale
  • 36% delle spese per seconde case, immobili locati o a disposizione

Il tetto massimo di spesa agevolabile per gli interventi di building automation resta fissato a 15.000 euro per unità immobiliare.

La detrazione viene recuperata tramite dichiarazione dei redditi, ripartita in quote annuali secondo le modalità previste per gli interventi di efficientamento energetico.

NUOVI LIMITI DI REDDITO PER LE DETRAZIONI

Una delle principali novità introdotte dal 2026 riguarda l’introduzione di limiti alle detrazioni fiscali per i contribuenti con redditi più elevati.

Quando il reddito complessivo supera i 75.000 euro, l’importo massimo di spesa detraibile – che include anche il bonus domotica – viene ridotto in base a specifiche soglie.

In particolare:

  • con reddito tra 75.000 e 100.000 euro il massimale base di spesa detraibile è pari a 14.000 euro
  • con reddito superiore a 100.000 euro il limite scende a 8.000 euro

Questi importi possono aumentare in presenza di figli fiscalmente a carico, secondo coefficienti stabiliti dalla normativa.

MODALITÀ PER OTTENERE IL RIMBORSO

La detrazione prevista dal bonus domotica non viene riconosciuta in un’unica soluzione, ma è ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

Questo significa che, se la spesa sostenuta genera una detrazione complessiva di 5.000 euro, il contribuente potrà recuperare 500 euro all’anno per dieci anni sotto forma di riduzione dell’Irpef.

È fondamentale prestare attenzione alla capienza fiscale. Se in un determinato anno l’imposta lorda dovuta è inferiore alla quota annuale del bonus, la parte eccedente non può essere rimborsata né recuperata negli anni successivi, ma viene definitivamente persa.

ADDIO A SCONTO IN FATTURA E CESSIONE DEL CREDITO

Per il 2026 si conferma l’eliminazione dello sconto in fattura e della cessione del credito per gli interventi di building automation.

L’unica modalità per usufruire dell’incentivo è quindi la detrazione diretta nella dichiarazione dei redditi. Il contribuente deve anticipare l’intero importo dei lavori e recuperare l’agevolazione nel tempo attraverso le quote annuali.

Di fatto il bonus non rappresenta più uno sconto immediato, ma un investimento da recuperare nel medio periodo, elemento che rende ancora più importante valutare attentamente il proprio reddito e la capienza fiscale prima di effettuare l’intervento.

REQUISITI TECNICI E SPESE AMMISSIBILI

Il bonus domotica 2026 prevede requisiti tecnici molto precisi. Non è sufficiente acquistare un semplice dispositivo smart: il sistema installato deve garantire un’automazione avanzata orientata al risparmio energetico, secondo le linee guida Enea sulla Building Automation.

REQUISITI TECNICI OBBLIGATORI

L’intervento deve rispettare le condizioni previste dalla norma UNI EN 15232.

In particolare:

  • il sistema deve appartenere almeno alla classe energetica B, assicurando un controllo automatico e centralizzato degli impianti termici
  • deve consentire accensione e spegnimento da remoto, programmazione settimanale e regolazione automatica della temperatura
  • deve permettere all’utente di visualizzare i consumi energetici in tempo reale tramite strumenti multimediali come applicazioni per smartphone o tablet

SPESE AMMISSIBILI

L’agevolazione riguarda solo le spese strettamente collegate all’automazione degli impianti termici.

Sono incluse:

  • centraline di controllo, termostati intelligenti, sensori di temperatura e umidità e attuatori per valvole termostatiche
  • costi per l’acquisto e l’installazione dei software di gestione dell’impianto
  • spese di installazione professionale, collaudo e prestazioni tecniche, come asseverazioni o certificazioni
  • piccole opere murarie o elettriche necessarie per installare i sistemi di automazione

Sono invece esclusi dispositivi generici di interfaccia utente, come smartphone, tablet o computer, anche se utilizzati per controllare il sistema domotico.

ADEMPIMENTI OBBLIGATORI

Per non perdere il diritto al bonus è necessario seguire una procedura precisa, articolata in tre fasi principali: pagamento corretto delle spese, comunicazione all’Enea e conservazione della documentazione tecnica.

PAGAMENTO TRAMITE BONIFICO PARLANTE

Il pagamento deve essere effettuato con bonifico parlante per riqualificazione energetica (Ecobonus).

Il bonifico deve riportare:

  • la causale con riferimento all’articolo 1, comma 347, della legge 296/2006
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori
  • numero e data della fattura

COMUNICAZIONE ALL’ENEA ENTRO 90 GIORNI

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo, i dati dell’intervento devono essere trasmessi tramite il portale Enea.

È necessario compilare la scheda descrittiva dell’intervento e conservare la ricevuta di invio con il codice CPID, che certifica il diritto alla detrazione.

DOCUMENTAZIONE TECNICA DA CONSERVARE

In caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, è necessario conservare tutta la documentazione relativa all’intervento.

Tra i documenti richiesti rientrano:

  • certificazione del fornitore che attesti che il sistema installato soddisfa i requisiti della classe B secondo la norma EN 15232
  • asseverazione tecnica di un professionista abilitato oppure dichiarazione del fornitore per interventi semplici, che confermi il rispetto dei massimali di spesa
  • schede tecniche dei dispositivi installati, utili a dimostrare le funzionalità di controllo remoto e monitoraggio dei consumi energetici.

Leggi anche: Isee automatico, cosa succede con i bonus

Leggi anche: APE Sociale 2026, tutto quello che c'è da sapere

Leggi anche: Bonus per i single, tutti i contributi

Leggi anche: Quali bonus si possono richiedere nel 2026

Se vuoi ricevere su WhatsApp i nuovi articoli di Lavoratorio.it CLICCA QUI e attiva le notifiche

Se vuoi ricevere su Telegram i nuovi articoli di Lavoratorio.it CLICCA QUI e poi su "unisciti" per attivare le notifiche


Cerca il TUO lavoro con Lavoratorio.it: seleziona settore professionale e zona di lavoro

Ti potrebbero interessare:

Siti partner