di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 09/03/2026

La sede centrale INPS a Roma (repertorio) - Wikimedia Commons
La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è la principale indennità di disoccupazione destinata ai lavoratori dipendenti che perdono il lavoro in modo involontario. Anche nel 2026 restano in vigore le regole introdotte negli ultimi anni, in particolare quelle entrate in vigore con la Legge di Bilancio 2025, che hanno modificato alcune condizioni di accesso.
Si tratta di uno strumento centrale di sostegno al reddito per i lavoratori disoccupati, pensato per garantire una copertura economica temporanea mentre si cerca una nuova occupazione. L’importo e la durata dell’indennità dipendono dalla retribuzione percepita e dai contributi versati negli anni precedenti.
COS’È LA NASPI
La NASpI è un’indennità mensile di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori con contratto di lavoro subordinato che hanno perso l’occupazione per cause non dipendenti dalla propria volontà.
L’obiettivo del sussidio è offrire un supporto economico temporaneo durante il periodo di ricerca di un nuovo impiego. La misura riguarda la maggior parte dei lavoratori dipendenti del settore privato, inclusi gli apprendisti e i lavoratori con contratto a tempo determinato.
REQUISITI PER OTTENERE LA NASPI
Per accedere alla NASpI nel 2026 è necessario rispettare alcune condizioni fondamentali.
Il primo requisito è la perdita involontaria del lavoro, che può avvenire ad esempio in caso di licenziamento, scadenza di un contratto a termine oppure dimissioni per giusta causa.
È inoltre necessario trovarsi in stato di disoccupazione, cioè essere immediatamente disponibili a svolgere una nuova attività lavorativa e a partecipare alle politiche attive per l’occupazione.
Dal punto di vista contributivo, il lavoratore deve aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.
LE REGOLE INTRODOTTE DALLA LEGGE DI BILANCIO 2025
Dal 1° gennaio 2025, regole che restano valide anche nel 2026, sono stati introdotti nuovi criteri per l’accesso alla NASpI in alcune situazioni specifiche.
La novità riguarda i lavoratori che si dimettono volontariamente da un contratto a tempo indeterminato oppure risolvono consensualmente il rapporto di lavoro e successivamente perdono una nuova occupazione.
In questi casi, per ottenere la NASpI è necessario aver maturato almeno 13 settimane di contributi presso il nuovo datore di lavoro prima della cessazione del rapporto.
La norma è stata introdotta con l’obiettivo di evitare utilizzi opportunistici dell’indennità di disoccupazione e rafforzare il legame tra contributi versati e diritto alla prestazione.
LE ECCEZIONI AI NUOVI REQUISITI
La normativa prevede alcune eccezioni alla regola delle 13 settimane di contribuzione presso il nuovo datore di lavoro.
Il requisito non si applica nei casi di:
In queste situazioni resta valido il sistema ordinario di accesso alla NASpI.
NASPI ANTICIPATA: COSA CAMBIA DAL 2026
Una novità riguarda la NASpI anticipata, cioè la possibilità di ricevere in un’unica soluzione l’indennità per avviare un’attività autonoma o imprenditoriale.
Dal 1° gennaio 2026 l’importo anticipato viene erogato in due tranche:
La modifica è stata introdotta per rafforzare i controlli sull’utilizzo dell’incentivo.
COME SI CALCOLA L’IMPORTO DELLA NASPI
L’importo della NASpI viene calcolato sulla base della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni di lavoro.
Per il 2025 l’indennità è pari al 75% della retribuzione media mensile fino alla soglia di 1.436,61 euro. Se la retribuzione supera questo valore, l’importo è pari al 75% della soglia più il 25% della differenza, entro il limite del massimale stabilito annualmente dall’INPS, pari a 1.562,82 euro nel 2025.
Per il 2026 sia la soglia sia il massimale vengono rivalutati ogni anno dall’INPS in base all’andamento dei prezzi.
DURATA DELL’INDENNITÀ
La durata della NASpI dipende dal numero di settimane di contribuzione maturate nei quattro anni precedenti la disoccupazione.
L’indennità può essere riconosciuta per un periodo pari alla metà delle settimane contributive, fino a un massimo di 24 mesi.
L’importo subisce inoltre una riduzione del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione. Per i lavoratori con almeno 55 anni al momento della domanda, la riduzione parte invece dall’ottavo mese.
COME PRESENTARE LA DOMANDA
La domanda di NASpI deve essere presentata all’INPS attraverso una delle seguenti modalità:
La procedura richiede l’indicazione dei dati relativi al rapporto di lavoro cessato e alle informazioni contributive.
ENTRO QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA
La richiesta deve essere inoltrata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Il rispetto di questo termine è fondamentale, perché una domanda presentata oltre la scadenza può comportare la perdita del diritto all’indennità di disoccupazione.
SOSPENSIONE E CUMULO DELLA NASPI
La NASpI può essere sospesa o interrotta se il beneficiario avvia una nuova attività lavorativa.
Nel caso di lavoro subordinato di durata inferiore a sei mesi, l’indennità viene sospesa se il reddito annuo non supera 8.000 euro.
Se invece il nuovo rapporto di lavoro supera questa durata, la NASpI decade definitivamente.
È inoltre possibile cumularla con redditi da lavoro autonomo o parasubordinato, purché il reddito annuo non superi 8.500 euro e venga comunicato all’INPS.
IMPORTO DELLA NASPI NEL 2026
L’importo massimo della NASpI viene aggiornato ogni anno dall’INPS. Nel 2025 il massimale è pari a 1.562,82 euro mensili, mentre per il **2026 l’importo sarà stabilito con la consueta circolare di rivalutazione pubblicata dall’Istituto.
Il calcolo dell’indennità resta comunque basato sulla retribuzione media e sulle settimane di contribuzione maturate, così da garantire una prestazione proporzionata alla storia lavorativa del beneficiario.
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