di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 23/02/2026

Una famiglia beneficiaria dell'assegno unico (repertorio) - senivpetro
Per milioni di famiglie italiane l’Assegno unico universale rappresenta una componente stabile del bilancio mensile. Grazie al rinnovo automatico attivato dall’INPS, non è più necessario ripresentare la domanda ogni anno. Rimane però un adempimento fondamentale: l’aggiornamento dell’Isee.
Chi dimentica di farlo rischia di vedersi riconoscere l’importo minimo, con una perdita che può superare i 100 euro al mese per figlio.
LA SCADENZA DEL 28 FEBBRAIO 2026
Il primo termine da segnare in calendario è il 28 febbraio 2026. Entro questa data deve essere presentata la nuova Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per ottenere un Isee aggiornato al 2026.
L’Isee 2025 è scaduto il 31 dicembre scorso. Senza un valore aggiornato, l’Inps non può calcolare correttamente l’importo spettante.
Chi invia la Dsu entro il 28 febbraio:
IL RISCHIO DELL’IMPORTO MINIMO
In assenza di Isee aggiornato, da marzo 2026 l’assegno viene automaticamente erogato nella misura minima.
Per il 2026, dopo la rivalutazione Istat dell’1,4%, l’importo minimo è pari a 58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne. Questo valore si applica anche a chi supera la soglia massima Isee di 46.582,71 euro.
La differenza può essere significativa:
Si perdono inoltre le maggiorazioni legate all’Isee, come quella per genitori entrambi lavoratori o l’incremento del 50% per figli sotto l’anno di età. Restano invece le maggiorazioni fisse, come quella per madri under 21 o per figli con disabilità grave.
COME RINNOVARE L’ISEE
Il rinnovo può essere effettuato:
L’operazione è gratuita e consente di evitare riduzioni automatiche dell’importo.
LA SECONDA SCADENZA: 30 GIUGNO 2026
Chi non riesce a rispettare la scadenza di febbraio non perde definitivamente il diritto agli importi pieni.
La normativa prevede una seconda data chiave: 30 giugno 2026. Presentando la Dsu entro questo termine, l’Inps riconosce gli arretrati maturati da marzo in poi.
Tuttavia, il conguaglio può richiedere settimane o mesi per essere elaborato. Nel frattempo si continuerà a percepire l’importo minimo.
Per evitare riduzioni prolungate dell’assegno, è quindi consigliabile aggiornare l’Isee entro il 28 febbraio 2026.
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