di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 11/03/2026

L'insegna di una sede INPS (repertorio) - Redazione Lavoratorio.it
Il mese di marzo 2026 rappresenta uno snodo importante per milioni di famiglie che ricevono l’Assegno unico universale. Con l’avvio della nuova annualità Isee, l’Inps applica infatti automaticamente gli importi calcolati sulla base dell’Isee 2026 aggiornato.
Chi non presenta la Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica) continua comunque a ricevere il beneficio, ma con una conseguenza significativa: l’assegno viene pagato con l’importo minimo previsto dalla normativa, indipendentemente dalla reale situazione economica del nucleo familiare.
IL PAGAMENTO DELL’ASSEGNO UNICO A MARZO 2026
Nel 2026 gli importi dell’Assegno unico variano in base all’Isee. L’importo massimo può arrivare fino a 203,80 euro al mese per ogni figlio minorenne per le famiglie con Isee fino a 17.468,51 euro.
In assenza della Dsu aggiornata, invece, l’Inps eroga automaticamente l’importo minimo, pari a 58,30 euro mensili per figlio.
La differenza tra importo massimo e minimo può quindi superare i 145 euro al mese per ogni figlio. In una famiglia con due figli, il mancato aggiornamento dell’Isee può tradursi in una perdita complessiva molto significativa.
Il pagamento dell’Assegno unico di marzo 2026 è previsto indicativamente tra il 19 e il 20 marzo.
RIVALUTAZIONE DEGLI IMPORTI E ARRETRATI
Nel 2026 gli importi dell’Assegno unico sono stati rivalutati dell’1,4% sulla base dell’andamento dell’inflazione rilevato dall’Istat.
L’aggiornamento riguarda gli importi base dell’assegno, le fasce Isee e le maggiorazioni previste per i figli. Nel pagamento di marzo l’Inps eroga anche gli arretrati legati alla rivalutazione.
Tuttavia, senza una Dsu aggiornata, l’aumento non viene applicato perché il beneficio viene pagato con l’importo minimo.
ARRETRATI A RISCHIO DOPO IL 30 GIUGNO
Per chi non ha ancora aggiornato l’Isee esiste comunque un margine di tempo. Se la Dsu viene presentata entro il 30 giugno 2026, l’Inps procede al ricalcolo dell’Assegno unico e riconosce gli arretrati spettanti a partire da marzo.
Questo significa che anche presentando la dichiarazione in ritardo è possibile recuperare le somme non ricevute nei mesi precedenti.
Chi invece presenta la Dsu dopo il 30 giugno perde definitivamente il diritto agli arretrati da marzo e al ricalcolo delle mensilità già pagate.
PERCHÉ L’ISEE VA AGGIORNATO OGNI ANNO
L’Isee ha validità annuale e scade automaticamente il 31 dicembre. Di conseguenza, dal 1° gennaio 2026 l’attestazione Isee 2025 non è più valida per accedere alle prestazioni sociali agevolate.
Il rinnovo dell’Isee diventa quindi necessario non solo per l’Assegno unico, ma anche per numerosi altri benefici, tra cui bonus energia, bonus affitto, agevolazioni universitarie, bonus asilo nido e prestazioni socio-sanitarie.
COME PRESENTARE LA DSU PER L’ISEE 2026
La procedura per ottenere l’Isee parte dalla presentazione della Dsu, il documento che raccoglie tutte le informazioni relative a redditi e patrimoni del nucleo familiare.
La dichiarazione può essere presentata online sul portale Inps, tramite Caf o patronati oppure attraverso professionisti abilitati.
Negli ultimi anni è stato introdotto anche l’Isee precompilato, che utilizza dati già disponibili presso l’Agenzia delle Entrate e l’Inps. In questo caso il cittadino deve solo verificare le informazioni presenti e completare eventuali dati mancanti.
ASSEGNO UNICO 2026, LE PRINCIPALI MAGGIORAZIONI
Oltre agli importi base, l’Assegno unico prevede diverse maggiorazioni legate alla composizione del nucleo familiare.
Tra le più rilevanti figurano l’aumento del 50% per i figli sotto un anno, la maggiorazione del 50% per i figli tra 1 e 3 anni nelle famiglie con almeno tre figli e Isee basso e il contributo forfettario di 150 euro per i nuclei con almeno quattro figli.
Sono inoltre previste maggiorazioni specifiche per figli con disabilità, per madri con meno di 21 anni e per le famiglie in cui è presente un secondo percettore di reddito.
LE NOVITÀ ISEE 2026 CHE POSSONO FAVORIRE LE FAMIGLIE
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune modifiche al calcolo dell’Isee che potrebbero risultare più favorevoli per molti nuclei familiari.
Tra le principali novità figura l’aumento della franchigia sulla prima casa, che passa da 52.500 a 91.500 euro, con un limite che può arrivare fino a 120.000 euro nei capoluoghi metropolitani.
È stata inoltre aumentata la franchigia di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il primo e aggiornata la scala di equivalenza, con coefficienti più favorevoli per le famiglie numerose.
L’incremento della scala di equivalenza comporta infatti un Isee più basso, aumentando così la possibilità di accedere ai bonus e alle prestazioni sociali legate alla situazione economica del nucleo familiare.
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