di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 01/04/2026

Una riunione del Consiglio dei Ministri (repertorio) - Governo.it
Il decreto Bollette 2026 è stato approvato alla Camera e passa ora all’esame del Senato, dove dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile 2026. Il provvedimento nasce con l’obiettivo di contenere il costo dell’energia per famiglie e imprese, in un contesto reso più complesso dalle tensioni internazionali e dalla crisi energetica. Il Governo ha inizialmente stanziato 5 miliardi di euro, destinati in larga parte al sostegno delle famiglie più fragili, ma il testo si è ampliato includendo ulteriori interventi per garantire la sicurezza energetica e contenere i rincari.
BONUS BOLLETTE FINO A 315 EURO
La misura principale riguarda il rafforzamento del bonus sociale energia. Per le famiglie con ISEE fino a 9.796 euro (o fino a 20.000 euro per nuclei con almeno quattro figli), è previsto un contributo aggiuntivo di 115 euro.
Questo importo si somma agli sconti già esistenti, portando il beneficio complessivo fino a circa 315 euro nel 2026. La platea interessata supera i 2,5 milioni di famiglie.
Per chi non rientra nei bonus sociali ma ha un ISEE fino a 25.000 euro, è previsto un contributo di circa 60 euro, ma non automatico: si tratta di una misura lasciata alla discrezione dei fornitori di energia, definita come forma di “cortesia commerciale”.
PROROGA DELLE CENTRALI A CARBONE
Tra le misure più discusse c’è il rinvio della dismissione delle centrali a carbone, che slitta dal 2025 al 2038. La decisione è legata alla necessità di garantire una maggiore sicurezza energetica, anche alla luce delle difficoltà nelle forniture di gas.
In Italia restano attivi quattro impianti principali, situati a Brindisi, Civitavecchia e in Sardegna. Le centrali della penisola, inizialmente destinate alla chiusura entro fine 2025, potranno essere riattivate in caso di emergenza.
In Sardegna, invece, il carbone resta una fonte strategica, anche per via della limitata connessione con la rete elettrica nazionale.
STOP AL TELEMARKETING SU LUCE E GAS
Il decreto introduce anche una stretta contro il telemarketing aggressivo nel settore energetico. Viene vietato il contatto telefonico non richiesto per la proposta di contratti di luce e gas.
I contratti stipulati a seguito di chiamate indesiderate saranno considerati nulli, anche se economicamente vantaggiosi per il cliente.
Restano consentite solo le chiamate:
effettuate su richiesta esplicita dell’utente
basate su un consenso preventivo già fornito
La misura punta a contrastare pratiche scorrette e a tutelare i consumatori.
MISURE PER IMPRESE E SISTEMA ENERGETICO
Il decreto include anche interventi strutturali che riguardano imprese e sistema energetico.
Per ridurre i costi delle utenze non domestiche, è previsto un taglio degli incentivi per alcune fonti rinnovabili, come fotovoltaico, biogas e biomassa.
Viene inoltre ampliata la possibilità di adesione alle comunità energetiche, consentendo anche ai condomini di partecipare direttamente, favorendo l’autoproduzione e la condivisione di energia.
Sul fronte delle emissioni, il provvedimento interviene sul sistema ETS (Emission Trading System): i costi legati alle emissioni vengono spostati dal gas utilizzato nella produzione alle bollette finali.
Questa scelta mira a proteggere la produzione industriale, ma potrebbe comportare un aumento dei costi per i consumatori domestici.
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