La maggior parte degli annunci di lavoro pubblicati in Italia, ancora oggi, fa schifo: nella realizzazione dei testi delle inserzioni, le aziende e le agenzie ignorano i requisiti minimi di correttezza e trasparenza che sono indispensabili per rendere efficace una comunicazione. Qualche tempo fa (era il 2009), il direttore di Lavoratorio.it, Roberto Marabini, si è ritrovato costretto a scrivere un vero e proprio ebook su questi temi, dal titolo “L’inserzione imperfetta: come leggere un annuncio di lavoro e capirci qualcosa”. L’ebook è stato scaricato quasi un milione di volte. In pratica, uno dei libri più letti in Italia negli ultimi cinque anni...
Anche grazie al successo di quell’ebook, che è capitato fra le mani della maggior parte dei selezionatori italiani, molto è cambiato. Ma non abbastanza. Sarà colpa delle agenzie, che ancora oggi affidano la realizzazione e la gestione degli annunci allo stagista di turno. Sarà colpa delle aziende che gestiscono direttamente le proprie inserzioni, improvvisando testi e slogan degni dei peggiori televenditori. Oppure, sarà colpa della crisi, un capro espiatorio per tutti i mali del mondo. In ogni caso, il livello qualitativo di troppi annunci di lavoro in Italia è ancora quello descritto sopra: un vero schifo.
Ben oltre l’ebook dedicato all’Inserzione imperfetta, la redazione di Lavoratorio.it svolge la sua quotidiana opera di sensibilizzazione su questi temi: nei confronti degli inserzionisti, degli operatori della comunicazione ed anche nei confronti dei candidati.
Certamente: anche i candidati potrebbero avere un ruolo determinante. Come ricordato in un altro recente editoriale pubblicato da Lavoratorio.it, oltre l'ottanta per cento delle inserzioni di lavoro pubblicate in Italia non rispettano i requisiti previsti dalla legge e dovrebbero essere sanzionate con multe da 4 a 12mila euro per ogni scorrettezza. In una parola, sono illegali!
Come potrebbero comportarsi, dunque, i candidati di fronte ad un'inserzione illegale? Prima ancora: come è possibile riconoscere una inserzione illegale? Ecco uno schema di pronto utilizzo, che presenta i sei casi di inserzioni contrarie alla legge:
1) Annuncio anonimo
Un annuncio è anonimo quando non presenta il nome dell’azienda o dell’agenzia che l’ha pubblicato. Ad esempio: “Cercasi personale maggiorenne per lavoro di volantinaggio. I requisiti sono: serietà e disponibilità.” (articoli 9 e 19 del decreto legislativo 276/03). Dove è il nome dell’azienda? Chi ci offre questo lavoro?
2) Mancata indicazione dell’autorizzazione ministeriale
Quando l’annuncio è gestito da una agenzia per il lavoro e nel testo non viene indicato il numero di autorizzazione ministeriale dell’agenzia stessa, l’annuncio è illegale e deve essere multato (articolo 9 comma 2 D.lgs. 276/2003). Le agenzie per il lavoro devono, inoltre, essere registrate nell’albo informatico del Ministero del lavoro.
3) Mancata indicazione trattamento dati personali
L’annuncio deve indicare esplicitamente le modalità di trattamento dei dati personali dei candidati che invieranno il loro cv. In pratica, deve essere indicato un documento o un sito internet dove i candidati possono verificare queste modalità. Ogni volta che questo documento o questo sito non vengono indicati, l’annuncio è illegale. (articoli 9 e 19 del D.lgs 276/2003).
4) Richiesta di denaro
Qualsiasi richiesta di denaro, in qualsiasi forma e per qualunque motivo, è illegale nei confronti di chi cerca lavoro (articoli 11 e 18 D.lgs. 276/03.) La regola è chiara e limpida e non ammette eccezioni. Gli esempi potrebbero essere migliaia (compresi numeri informativi a pagamento, inserimenti in database, gestione del curriculum e quant’altro). Purtroppo, pare sempre fortissima la tentazione da parte degli italiani a pagare qualcuno, a qualsiasi costo, pur di strappare la promessa di un posto di lavoro.
5) Annuncio discriminante
Quando il testo di un’inserzione contiene una discriminazione per età, sesso, età, religione o contenga prescrizioni personali attinenti le libertà personali deve essere denunciato (legge 903/77 e decreto legislativo 216/03). Il classico esempio di annuncio discriminate, è questo: “Cercasi per nuove aperture Supermercati (...) addetti uomo e/o donna per reparto PESCHERIA ed esclusivamente donne per il reparto GASTRONOMIA, età massima 40 anni”. In questo esempio, due sono le discriminazioni (sesso ed età) e due sono le multe.
6) Annuncio ingannevole
Un annuncio è ingannevole quando finge di proporre un certo posto di lavoro, mentre la realtà si rivela molto diversa. Ad esempio, quando l’inserzione ricerca impiegati amministrativi, e poi nella realtà viene offerto tutt’altro lavoro, ad esempio di vendita, magari porta a porta o telefonica. Gli annunci di lavoro sono messaggi commerciali e quindi sono in tutto e per tutto sottoposti alle normative europee e italiane in tema di messaggi pubblicitari ingannevoli (decreti legislativi 145/2007 e 146/2007).
Una volta riconosciuto l’annuncio illegale, questo dovrebbe essere il comportamento più corretto e costruttivo da parte di chi cerca lavoro:
1) Non candidarsi in alcun modo.
2) Inviare una richiesta di rimozione e di spiegazioni al sito internet, al giornale o comunque al mezzo di comunicazione che ha pubblicato l’annuncio, richiedendo esplicitamente che la risposta venga fornita entro due giorni lavorativi.
3) Se la redazione non rimuove l’annuncio e non fornisce spiegazioni, alla scadenza del secondo giorno lavorativo le irregolarità vanno denunciate presso le autorità di Polizia.
Redazione Lavoratorio.it
Nb: Gli annunci illegali non possono e non devono essere confusi con gli annunci “pericolosi”, cioè le inserzioni formalmente corrette, ma che in realtà nascondono truffe e tranelli di ogni genere. Se ne parla diffusamente nell’ebook “L’inserzione imperfetta” citato in questo editoriale, ma nelle prossime settimane proveremo a schematizzare attraverso questa rubrica anche le diverse tipologie di annunci pericolosi.
