lunedì 12 gennaio 2026

Inps, disastro dopo l'SMS sul reddito di cittadinanza: inizia la rivolta

di Redazione Lavoratorio.it - Pubblicato il 01 agosto 2023

conte e meloni

Nei giorni scorsi, 169mila famiglie italiane hanno ricevuto un sms dall'Inps che annunciava, a partire da agosto, lo stop al reddito di cittadinanza.
Questa misura è la conseguenza di una stretta sui sussidi decisa dal governo Meloni nei mesi precedenti, con la quale è stata prevista la sospensione del sostegno dopo i primi sette mesi del 2023 per i nuclei familiari che non includono componenti disabili, minori o persone con più di 65 anni. Purtroppo, per queste categorie, il 27 luglio segna l'ultima rata ricevuta, a causa delle nuove normative che le dichiarano "occupabili", escludendole dal nuovo assegno che diverrà effettivo dal 1° gennaio 2024.
Il messaggio inviato dall'Inps annunciava la sospensione "in attesa eventuale presa in carico da parte dei servizi sociali", ma la sua brevità non ha attenuato il disagio e l'angoscia che ha suscitato nelle famiglie coinvolte. La situazione è particolarmente critica nella zona di Napoli, in cui la Campania risultava al primo posto per il maggior numero di beneficiari del Reddito di Cittadinanza. Le proteste non si sono fatte attendere: centinaia di persone hanno chiamato le sedi Inps di Napoli e provincia per ottenere chiarimenti sui nuovi requisiti, malgrado fossero noti da mesi.
La tensione ha raggiunto il culmine quando, nella mattinata, due persone hanno avuto un alterco con i vigilantes all'ingresso della sede Inps di via De Gasperi, a Napoli, costringendo l'intervento delle forze dell'ordine. Anche a Calvizzano, un comune nell'area a nord di Napoli, numerose persone si sono riversate negli uffici per ottenere assistenza dai funzionari.
La situazione ha coinvolto anche le sedi delle municipalità, con una folla di persone che si è radunata presso la sede di Scampia. Nella sola Campania, si stima che quasi 37.000 famiglie beneficiarie del reddito di cittadinanza abbiano ricevuto l'sms di sospensione.
Sebbene la perdita economica non sia totale per tutti, in quanto circa la metà dei beneficiari dovrebbe ricevere i 350 euro previsti dalla riforma come contributo per la formazione al lavoro da trovare, l'attesa di ulteriori notizie suscita preoccupazione anche tra gli assistenti sociali. Gianmario Gazzi, presidente dell'associazione, ha lanciato un grido d'allarme: "La sospensione via sms sta scatenando una guerra sui servizi sociali". L'aumento dei flussi di richieste mette a dura prova gli uffici, soprattutto in molte aree non rinforzate né preparate ad affrontare una tale emergenza sociale. Si trovano a gestire migliaia di situazioni di persone tra i 18 e i 59 anni, le quali erano finora prese in carico da Anpal o Centri per l'impiego. La pressione è elevata, con migliaia di domande che si accumulano, spesso sovraccaricando 4-5 assistenti sociali per ciascun caso. Gazzi chiede un intervento immediato per evitare che le minacce di assalti ai servizi sociali diventino realtà e che gli operatori sociali siano messi a rischio. Richiede anche uno spostamento dei termini per agevolare il processo e garantire un supporto adeguato a chi ne ha bisogno.

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