“Buongiorno sono un'impiegata attualmente in fase di licenziamento. Sono interessata al servizio di outplacement ma la società presso cui mi sono rivolta mi ha detto che come privata non posso accedere perché è un servizio solo erogato su mandato dell'azienda. E’ davvero così?”
Fabiola C.
Risponde Jobob (redazione di Lavoratorio.it):
“Cara Fabiola, è esattamente come le hanno risposto, solo le aziende possono decidere se ricorrere all’outplacement per “agevolare” l’uscita di un dipendente di cui non hanno più bisogno. Soprattutto perché sono loro a pagarne i costi, almeno così è sempre stato per le figure manageriali per cui l'outplacement (individuale) è normalmente utilizzato.
Senza un accordo preventivo con l'azienda è però impossibile ottenere questo percorso. Un conto poi, sono le buonuscite dei manager, i quali chiedono spesso di dirottare parte della propria "liquidazione" a copertura dei costi di ricollocazione, un conto, invece, sono le retribuzioni di un impiegato.
Se l'outplacement diventasse la prassi per gestire ogni esubero avremmo fatto un grandissimo passo avanti per evitare la fuoriuscita (drammatica) di migliaia di persone dal mercato del lavoro. Ma questo difficilmente accade quando è il lavoratore a dover trattare da solo. In questi casi dovrebbero entrare in gioco le ricollocazioni collettive, dove sindacati e istituzioni locali (come mediatori) svolgono un ruolo fondamentale, e intervengono risorse pubbliche per attivare i percorsi di ricollocazione. Per approfondire l'argomento ti suggeriamo la lunga intervista realizzata tempo fa da Lavoratorio.it con Marco Tagliabue, presidente dell'Aiso, l'associazione italiana delle società di outplacement.”
Se l'outplacement diventasse la prassi per gestire ogni esubero avremmo fatto un grandissimo passo avanti per evitare la fuoriuscita (drammatica) di migliaia di persone dal mercato del lavoro. Ma questo difficilmente accade quando è il lavoratore a dover trattare da solo. In questi casi dovrebbero entrare in gioco le ricollocazioni collettive, dove sindacati e istituzioni locali (come mediatori) svolgono un ruolo fondamentale, e intervengono risorse pubbliche per attivare i percorsi di ricollocazione. Per approfondire l'argomento ti suggeriamo la lunga intervista realizzata tempo fa da Lavoratorio.it con Marco Tagliabue, presidente dell'Aiso, l'associazione italiana delle società di outplacement.”
