Cara Redazione,
magari la mia domanda è cretina/inutile/ovvia, ma come mai adesso l'unico modo di accedere ai botti è tramite account facebook, twitter, linkedin con relativo svelamento del mio nome e cognome e quindi della possibilità dei (tanti) "geeks" che stanno là fuori di rintracciarmi e farmi la festa? Sono alta 1.80 e sono ben piazzata, ma tengo famiglia...
Grazie.
Margherita B.
La risposta di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it :
"Buongiorno Margherita, lei ha centrato il problema: perché se da un lato troviamo i geeks, dall'altro esistono i trolls! Forse è meglio uscire dal gergo e cercare di essere più comprensibili.
In poche parole, da sempre ritengo che ognuno in Italia abbia il sacrosanto DIRITTO di esprimere le proprie opinioni in assoluta libertà (ed infatti non abbiamo mai censurato NESSUN intervento), ma al tempo stesso ognuno deve sentire anche il DOVERE di assumersi la responsabilità delle sue opinioni.
Purtroppo, e lei simpaticamente ce lo conferma, l'Italia è il Paese al mondo dove in assoluto si vive questa sproporzione: tutti reclamano a gran voce i propri diritti, ma fanno anche una gran fatica ad assumersi le proprie responsabilità. Certamente, abbiamo almeno un migliaio di parlamentari che professano ogni giorno il principio della deresponsabilizzazione, ma dal mio personalissimo punto di vista questo non giustifica che anche attraverso le pagine di Lavoratorio.it si possa continuare a praticare liberamente questo sport.
Vorrei anche invitarla ad una seconda riflessione: si è mai domandata perché milioni di utenti sono stati indotti a credere che attraverso internet si possa rimanere anonimi, quando invece non è assolutamente vero? Anche i migliori hacker, prima o poi, finiscono in gabbia. Insomma, se c'é una forma di comunicazione dove per definizione l'anonimato non esiste, questa è proprio internet!
Eppure, come detto, attraverso il web tutti si sentono liberi di esprimersi, al di fuori di ogni schema, di ogni tabù, di ogni regola di convivenza civile, o anche semplicemente di buona educazione. Da dove nasce questo clamoroso abbaglio?
Eppure, come detto, attraverso il web tutti si sentono liberi di esprimersi, al di fuori di ogni schema, di ogni tabù, di ogni regola di convivenza civile, o anche semplicemente di buona educazione. Da dove nasce questo clamoroso abbaglio?
Si tranquillizzi: non credo proprio esista una sorveglianza informatica totale ed assoluta. Nessun Grande Fratello (quello teorizzato una settantina di anni fa dallo scrittore Orwell...). Molto più pragmaticamente: nessuno in questo momento la sta osservando, ma chiunque potrebbe ricostruire ogni sua minima azione compiuta in internet, qualora ne avesse bisogno.
Ha la minima idea di quante volte la Polizia Postale ogni giorno chieda e doverosamente ottenga l'accesso al registro delle operazioni effettuate da chiunque attraverso qualunque sito? Io della Polizia Postale mi fido ciecamente e non lo dico per piaggeria. Ma quello che la Polizia Postale riesce a fare legalmente e doverosamente, mi creda, è professione quotidiana da parte di migliaia di sistemi di monitoraggio e controllo della rete. Insomma, l'equazione è molto semplice: più i navigatori si sentono liberi di esprimere nel bene e nel male tutte le loro pulsioni, soprattutto quelle inconfessabili, e più aumenta il potere di chi è in grado di controllare la rete!
Vorrei dedicare un'ultima riflessione anche a due concetti ormai abusati come "duepuntozero", oppure "social". Da troppo tempo, ognuno butta lì la sua interpretazione o il suo sproloquio. Ecco, questo è il nostro sproloquio: mi sembrava claustrofobico continuare a tenere rinchiusi sulle nostre pagine le centinaia di interventi che i nostri dibattiti registrano ogni settimana. Cosa esiste di più "social" che un dibattito sulle sorti del mercato del lavoro in Italia? Ecco perché abbiamo deciso che ogni commento possa e debba esprimersi in tutta la sua potenzialità "social", "duepuntozero", o come caspita vogliamo definirla."
Roberto Marabini
Direttore Lavoratorio.it
