mercoledì 17 giugno 2026

La ricetta argentina contro la crisi del lavoro

di Jobob - Pubblicato il 20 novembre 2012

In Argentina il prodotto interno lordo a fine 2012 sarà cresciuto del 7% rispetto allo scorso anno. Si, proprio il paese sudamericano che è fallito indebitandosi spaventosamente guida ora la marcia della crescita nel mondo travolto dalla crisi economica, secondo solo alla Cina. Ma come ha fatto la presidente Cristina Kirchner a compiere questo mezzo miracolo in un paese ridotto sul lastrico?
Semplice, prima di tutto non pagando i debiti, o meglio pagandoli in parte. Poi nazionalizzando e a volte anche "espropriando" imprese, investendo in tecnologia. Ma soprattutto abbassando le tasse sul lavoro.
Il provvedimento di maggior successo della Kirchner è stato proprio quello che ha ridotto la pressione fiscale sulle aziende che assumono giovani entro i 28 anni. Una disposizione di legge che ha ridotto di diversi punti il fino ad allora alto tasso di disoccupazione giovanile nel paese.
Insomma, mentre noi in Italia continuiamo a pensare ad azioni "conservative", a misure passive come gli ammortizzatori sociali, mentre la materia prima "lavoro" si riduce sempre più, dall'altra parte dell'oceano si fanno scelte coraggiose e di crescita.
Una netta riduzione della pressione fiscale sul lavoro sarebbe una manna anche qui da noi, in particolare se estesa anche alle fasce d'età più mature. Ma come trovare le risorse visto che il nostro paese è obbligato agli impegni finanziari pattuiti con l'Europa e non può certo non onorare i suoi debiti? Qualche idea ce l'avremmo, ma su questa domanda apriamo volentieri il dibattito.

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