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venerdí 18 maggio 2012
LA LETTERA pubblicata il 3 gennaio 2012

Quando la marketing manager è la moglie dell'amministratore

Intervenendo spesso nelle rubriche tenute su Lavoratorio.it ed apprezzando le vostre efficaci e sagaci risposte ho pensato di rivolgermi a voi per un consiglio.
Ho appena accettato un lavoro ben  al di sotto del mio normale mansionario e mi ritrovo a prestare servizio per un tempo non ben definito in un altro ufficio (ufficio marketing) con mansioni aleatorie che vanno dal preparare il caffè a tutti a prendere le fotocopie in sala server o incollare 2500 (non scherzo) biglietti di auguri di natale non sapendo quando mi sposteranno nella sede e nella mansione indicata dal mio contratto di lavoro.
A tutto ciò si somma la villania e la sfacciataggine di colleghe e cape che mi prendono in giro facendomi il verso per il mio rotacismo e mi rifiutano il caffè appena preparato perchè troppo freddo, troppo caldo, troppo lungo, troppo dolce... etc.
Mi credete se vi dico che tutte le sere esco dall' ufficio con gli occhi gonfi di pianto? Ne ho parlato con la mia head hunter che mi ha fatto capire che tal azienda non è nuova a "comportamenti del genere". Ed ora io che faccio? A chi mi rivolgo?
Ma è possibile che un dipendente venga trattato così? Ho 31 anni e 10 anni di ufficio sulle spalle, non sono una bambina ma mi creda davanti a tale maleducazione mi sento inerme. Tenga presente che la marketing manager è la moglie dell' amministratore unico quindi... trovo perfettamente inutile far presente la cosa. Ne ricaverei solo un inasprimento delle condizioni. Sono disperata.
Alessandra
La risposta di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it:
"Buongiorno Alessandra, il suo problema non ha molto a che vedere con le problematiche legate al mercato del lavoro. Piuttosto, siamo di fronte a questioni di buona educazione, rispetto, imbecillità umana. Anche per questo motivo, mi è davvero molto difficile poterle suggerire soluzioni concrete.
Forse la sua head hunter avrebbe potuto segnalarle, prima dell'assunzione, che la marketing manager era la moglie dell'amministratore unico: così avrebbe potuto decidere se accettare di lavorare alle dirette dipendenze di una zoccola.
D'altra parte, non mi risulta che:
- agli amministratori convenga tenere la moglie in azienda
- esistano direttrici marketing mogli dell'amministratore che non siano zoccole
Se qualcuno potesse smentirmi attraverso i commenti qui sotto, ne sarei ben felice.
Anche lo scellerato atteggiamento delle sue colleghe trova antico fondamento nelle peggiori abitudini del genere umano. Il nonnismo che dilagava nelle caserme e nelle fabbriche veniva addirittura incentivato da sottufficiali e capoccia in cerca di sfogo alle proprie frustrazioni. Tanto che un giorno, Totò arrivò a domandarsi: "Siamo uomini o caporali?"
A tutti è capitato di dover subire un caporale idiota. Molti hanno visto cadere a rotoli le proprie aspirazioni professionali sotto i colpi di una zoccola che aveva sposato l'amministratore unico.
Se può consolarla, sappia che un giorno le capiterà di incontrare per strada la sua ex direttrice marketing, nel frattempo caduta in disgrazia (alle zoccole succede sempre: prima o poi l'azienda che si affida alle zoccole fallisce, oppure l'amministratore trova una zoccola più giovane). Sarà lei, la vecchia zoccola, a non saper reggere lo sguardo delle sue ex dipendenti."
 
 
 
I COMMENTI

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5 commenti finora pubblicati

Raffaele F. di Rimini (RN), (05 gennaio - ore 05:16:53):

lo trovo orripilante e deleterio l'attegiamento della Head Hunter-Direi passibile di denuncia -sarebbe opportuno segnalarne gli abusi-

Guido G. di Monfalcone (GO), (05 gennaio - ore 09:17:51):

E’ sconcertante che accadano cose simili in un’azienda ed è l’ennesima dimostrazione della bassa qualità dell’imprenditoria italiana che continua a dimostrarsi incapace di valorizzare le risorse umane. Nel caso in questione consiglio di rivolgersi immediatamente ad un ufficio sindacale antimobbing ... (segue)

Isabella C. di Feltre (BL), (05 gennaio - ore 18:30:34):

La lettera di Alessandra forse non è in linea con gli argomenti che si dovrebbero discutere qui, ma senza dubbio è una triste realtà di tutti i giorni. E' giusto quindi raccogliere il suo sfogo, anche se l'unico consiglio da dare è fuggire e trovare un altro lavoro... La parola "zoccola" (che evidentemente ... (segue)

Utente non più iscritto a Lavoratorio.it (06 gennaio - ore 10:22:00):

Vivo la stessa situazione della signora, con un paio di aggravanti: non ho prospettive di essere spostato ad altra mansione, sono identificato senza neppure prendersi la briga di non farmelo sentire di essere una delle "cause" dell'andamento della azienda. In due parole: sono stato assunto a 1000 euro ... (segue)

Utente non più iscritto a Lavoratorio.it (16 gennaio - ore 09:36:44):

Anche a me è capitata una cosa simile, oramai negozi e aziende sono gestite da famiglie e parenti che sovente si sentono i capi e si comportano da Kapò. Soluzione? Me ne sono andata, meglio fare la fame che sottostare a certe regole che sembrano essere solo italiane. Si passa l'80% del nostro tempo ... (segue)

5 commenti finora pubblicati

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