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8 commenti finora pubblicati
Deborah F. di Correggio (RE), (15 gennaio - ore 21:25:37):
Dunque non ricordavo male quanto appreso in materia di diritto del lavoro. Mi era soltanto venuto il dubbio che ci fossero diverse "consuetudini" di cui non ero a conoscenza. Naturalmente, credo che i negligenti debbano pagare per le loro nefandezze, è scontato. D'altro canto, però, abbiamo sotto gli ... (segue) Dunque non ricordavo male quanto appreso in materia di diritto del lavoro. Mi era soltanto venuto il dubbio che ci fossero diverse "consuetudini" di cui non ero a conoscenza. Naturalmente, credo che i negligenti debbano pagare per le loro nefandezze, è scontato. D'altro canto, però, abbiamo sotto gli occhi un numero indefinito di esempi di casistiche in cui questo non avviene, ed anzi, le mancanze sono tollerate e talvolta persino premiate. Mi chiedo, a questo punto, cosa succede a quei lavoratori che, avendo perso il posto di lavoro per cause non imputabili ai lavoratori stessi, si ritrovano a cercare nuovamente un impiego. Con la precisazione, d'obbligo, che buona parte di essi naturalmente non lo scoprirà mai. Che difficoltà possono incontrare nella ricerca di un nuovo impiego? Una nota di demerito di questo genere, non equivale per caso alla diffamazione? E come tale non andrebbe forse perseguita? Lo so, sono tante domande, ma sono estremamente incuriosita (e preoccupata, considerato che il centro per l'impiego non funge solo da mezzo di ricerca lavoro, ma anche di "archivio" dei rapporti di lavoro della provincia) e mi sembra tutto talmente fuori dal mondo da suscitarne molte.
Gaetano D. di Lainate (MI), (15 gennaio - ore 22:28:09):
a questa "discussione" ho assistito anch'io, e la prima cosa che ho pensato è stata: "MA QUESTI SONO SCEMI", ma la cosa bella che le 2, allieva e insegnate, hanno fatto passare per scema l'unica che diceva la cosa giusta... Welcome to Italy
Roberta C. di Paderno Dugnano (MI), (16 gennaio - ore 11:12:05):
Da notare che i centri per l'impiego sono pieni di gente che agiscono come l'operatore che ha elencato Deborah, facendo così passare per colpevole chi sfortunatamente ha perso il lavoro per cause non dipendenti dalla sua volontà ma per fallimenti aziendali dovuti alla cattiva gestione della ditta in ... (segue) Da notare che i centri per l'impiego sono pieni di gente che agiscono come l'operatore che ha elencato Deborah, facendo così passare per colpevole chi sfortunatamente ha perso il lavoro per cause non dipendenti dalla sua volontà ma per fallimenti aziendali dovuti alla cattiva gestione della ditta in cui lavorava. Lo dico in quanto io stesso da 5 anni lavoro in modo saltuario; l'azienda presso la qualo ho lavorato è fallita, e da 5 anni a questa parte ho avuto modo di frequentare i centri per l'impiego, e di vedere quanta gente incopetente e superficiale lavora presso tali enti!
Natascia B. di Saronno (VA), (16 gennaio - ore 11:46:35):
Per quanto ho potuto vedere di persona negli anni, i centri per l'impiego non hanno mai brillato per acume intellettivo,visto che una volta ho assistito di persona alla pratica dell'assenteismo certificato ( timbro e poi esco a farmi i fatti miei comunicato a gran voce a tutti i colleghi presenti)...però ... (segue) Per quanto ho potuto vedere di persona negli anni, i centri per l'impiego non hanno mai brillato per acume intellettivo,visto che una volta ho assistito di persona alla pratica dell'assenteismo certificato ( timbro e poi esco a farmi i fatti miei comunicato a gran voce a tutti i colleghi presenti)...però questa testimonianza mi fa dire che il fatto è grave gravissimo! Questo significa che potenzialmente siamo tutti lavoratori licenziati per motivi gravi? Siamo tutti in una sorta di black list come quella della centrale rischi se pe caso non paghi una rata del mutuo? Questa gente andrebbe rispedita a casa per far posto a chi ha voglia di lavorare avendo il cervello acceso, non in stand-by perchè "è così e si è sempre fatto così". Che schifo.
Guido G. di Monfalcone (GO), (16 gennaio - ore 15:57:37):
Il lavoratore italiano, nel momento in cui viene espulso dall’azienda in cui lavora, si trova completamente solo: i posti di lavoro sono pochissimi e come se non bastasse, il personale che dovrebbe favorire l’incontro fra domanda e offerta è totalmente privo di formazione, in particolare quello ... (segue) Il lavoratore italiano, nel momento in cui viene espulso dall’azienda in cui lavora, si trova completamente solo: i posti di lavoro sono pochissimi e come se non bastasse, il personale che dovrebbe favorire l’incontro fra domanda e offerta è totalmente privo di formazione, in particolare quello dei Centri per l’Impiego e delle agenzie interinali: il risultato è uno stato di disoccupazione cronico da cui non si riesce più ad uscire, con ammortizzatori sociali ridicoli, per durata e valore economico. Un vero cambiamento potrà avvenire soltanto quando i costi del ricollocamento e riqualificazione professionale saranno posti a carico delle imprese che licenziano, che usciranno così dall’ipocrisia secondo cui in Italia c’è poca flessibilità in uscita e verranno responsabilizzate a investire sulle proprie risorse umane, invece di metterle in strada.
Deborah F. di Correggio (RE), (17 gennaio - ore 15:45:26):
Natascia, se avesse avuto la possibilità di lavorare nel settore pubblico, si renderebbe conto che l'episodio che lei riferisce al centro per l'impiego (assenteismo certificato) è di fatto una prassi tipica degli enti pubblici. E forse è anche il male minore. Quella che correttamente definisce black ... (segue) Natascia, se avesse avuto la possibilità di lavorare nel settore pubblico, si renderebbe conto che l'episodio che lei riferisce al centro per l'impiego (assenteismo certificato) è di fatto una prassi tipica degli enti pubblici. E forse è anche il male minore. Quella che correttamente definisce black list, invece, è un problema di tutto rispetto. Più che altro perchè non esiste la possibilità, per il lavoratore, di sottrarsi a questa banca dati. Più volte sono stati fatti riferimenti a siti che pubblicano inserzioni non verificate (il primo che mi viene in mente, kijiji), ma abbiamo la possibilità di scegliere, di non avvalerci dei servizi offerti e di non essere censiti da nessuna parte. L'utenza, in definitiva, ha la capacità di far "morire" un sito come quello e fargli "pagare" per il suo operato. Nel caso dei CI, invece, non abbiamo nemmeno la possibilità di scegliere, perchè automaticamente e senza chiedere il permesso, i nostri dati vengono trasmessi e, all'interno del CI stesso, vengono distorti, senza avere possibilità di impedire nulla. La cosa mi sembra molto più grave.
Federica F. di Gavirate (VA), (20 gennaio - ore 21:25:48):
Buonasera, in realtà il licenziamento per giusta causa (Ex art 2119 CC) può essere invocato anche dal lavoratore, per esempio se non viene pagato.Questa modalità dà diritto al lavoratore di percepire delle indennità di mancato preavviso, di accedere alla disoccupazione (se ha i requisiti dei versamenti, ... (segue) Buonasera, in realtà il licenziamento per giusta causa (Ex art 2119 CC) può essere invocato anche dal lavoratore, per esempio se non viene pagato.Questa modalità dà diritto al lavoratore di percepire delle indennità di mancato preavviso, di accedere alla disoccupazione (se ha i requisiti dei versamenti, ecc) ed anche di essere iscritto alle liste della piccola mobilità. Io stessa mi sono dimessa con questa modalità per mancato pagamento mensilità, la pratica non solo è stata accettata dal Collegamento, ma anche dall'Inps e dall'Ispettorato del lavoro (DPL), oltre che dal Giudice del Lavoro (x i Decreti ingiuntivi per recuperare i miei crediti). Spero l'informazione sia utile ART 2119 CC. Art. 2119 Recesso per giusta causa Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto. Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore di lavoro che recede per giusta causa compete l'indennità indicata nel secondo comma dell'articolo precedente. [...]
Jobob L. di Milano (MI), (22 gennaio - ore 11:52:47):
L'intervento della redazione di Lavoratorio.it: "Ringraziamo Federica per la necessaria e doverosa precisazione. Come indicato nell'articolo in questione, la "giusta causa" può intervenire reciprocamente come causa di recesso dal contratto di lavoro. Appunto: in questo caso dovremmo correttamente parlare ... (segue) L'intervento della redazione di Lavoratorio.it: "Ringraziamo Federica per la necessaria e doverosa precisazione. Come indicato nell'articolo in questione, la "giusta causa" può intervenire reciprocamente come causa di recesso dal contratto di lavoro. Appunto: in questo caso dovremmo correttamente parlare di "recesso per giusta causa" (nel caso del lavoratore "dimissioni per giusta causa"). La definizione di "licenziamento", invece, corre purtroppo a senso unico: non è il lavoratore a licenziare l'azienda, ma sempre e solo viceversa. Senza dimenticare che i motivi di recesso o di licenziamento possono essere tantissimi e quindi la pratica del Centro per l'impiego sopra citato rimane sempre e comunque decisamente scorretta e inaccettabile."
8 commenti finora pubblicati
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Ci hanno licenziato in trenta ed ora assumono degli interinali
Serve ancora a qualcosa studiare? Posso continuare a sognare?
Ringrazio la redazione: da ieri sono tornato al lavoro!
Ci hanno licenziato in trenta ed ora assumono degli interinali
Ho perso il conto di quanti curriculum ho inviato
Serve ancora a qualcosa studiare? Posso continuare a sognare?
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