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venerdí 18 maggio 2012
LA LETTERA pubblicata il 15 gennaio 2012

Licenziamento per giusta causa: l'incompetenza del Centro pubblico

Vorrei raccontarvi di uno strano e sconcertante episodio, accaduto alcuni giorni fa. Mi sono recata al centro per l'impiego per poter effettuare l'iscrizione, che in questi anni non ho potuto effettuare grazie al funzionamento perverso del sistema. Attendevo pazientemente il mio turno: di quattro postazioni, soltanto un operatore era disponibile; una postazione era vuota, mentre un operatore era impegnato a spiegare ad un altro come inserire certe informazioni nella banca dati.
Inutile, tutti in attesa, un solo operatore, la stanza è piccola: sento quello che dicono. In estrema sintesi, l'operatore che insegna, racconta di come, di fronte alla conclusione di un rapporto di lavoro domestico (vuoi per decesso della persona che il lavoratore assiste, vuoi perchè la famiglia decide di non avvalersi più di collaboratori domestici), alla voce della motivazione dell'interruzione del rapporto del lavoro, vada indicato il termine "GIUSTA CAUSA".
Io ho qualche dubbio sulla correttezza di questa cosa, i residui delle lezioni di diritto mi si rivoltano nel cervello. Ma non sono la sola: l'unico operatore che lavorava con il pubblico, in attesa che la persona seduta alla sua postazione compili un modulo, si unisce alla diatriba ed espone le sue idee: "Ma guarda che non possiamo mettere "giusta causa". Il licenziamento per giusta causa è il licenziamento dovuto ad una negligenza del lavoratore.  Che ne so... magari ha rubato, o ha commesso fatti gravi..." Ma l'operatore-insegnante insiste: "Noi abbiamo sempre fatto così, da sempre. Altrimenti cosa ci mettiamo?". Poi, mentre l'operatore addetto al pubblico torna alla postazione, l'operatore-insegnante si rivolge all'operatore-allievo e ripete: "Abbiamo sempre fatto così; altrimenti non si sa cosa metterci lì. Che poi, se guardi sul database, su tutti i contratti anche vecchi, prendi un contratto del 2009 ad esempio, vedi  che c'è indicata la giusta causa. Quindi, tu metti così."
Davvero la giusta causa è l'unica motivazione che si può rendere ad un licenziamento?
Deborah F.
La risposta di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it:
"Buongiorno Deborah, non le nascondo che leggendo la sua testimonianza sono stato percorso da brividi freddi e voltastomaco!
La giusta causa non è affatto l'unica motivazione di licenziamento. Come correttamente indicato da uno degli operatori del Centro per l'impiego, il licenziamento per giusta causa può avvenire solamente di fronte ad una gravissima negligenza del dipendente. E' possibile verificare un sunto delle normative in tema di licenziamento consultando Wikipedia alla voce licenziamento.
Come possiamo definire l'ignoranza dell'operatore-insegnante e di tutti i suoi colleghi che "da sempre" etichettano tutti i lavoratori licenziati come "gravemente negligenti"? Come possiamo quantificare questo danno e chi lo ripagherà mai?
Se l'Italia fosse un Paese civile, le leggi verrebbero correttamente applicate: l'operatore-insegnante ed i suoi colleghi che "hanno sempre fatto così" sarebbero giudicati come "gravemente negligenti" e dovrebbero essere licenziati per giusta causa. Non crede?"
 
I COMMENTI

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8 commenti finora pubblicati

Deborah F. di Correggio (RE), (15 gennaio - ore 21:25:37):

Dunque non ricordavo male quanto appreso in materia di diritto del lavoro. Mi era soltanto venuto il dubbio che ci fossero diverse "consuetudini" di cui non ero a conoscenza. Naturalmente, credo che i negligenti debbano pagare per le loro nefandezze, è scontato. D'altro canto, però, abbiamo sotto gli ... (segue)

Gaetano D. di Lainate (MI), (15 gennaio - ore 22:28:09):

a questa "discussione" ho assistito anch'io, e la prima cosa che ho pensato è stata: "MA QUESTI SONO SCEMI", ma la cosa bella che le 2, allieva e insegnate, hanno fatto passare per scema l'unica che diceva la cosa giusta... Welcome to Italy

Roberta C. di Paderno Dugnano (MI), (16 gennaio - ore 11:12:05):

Da notare che i centri per l'impiego sono pieni di gente che agiscono come l'operatore che ha elencato Deborah, facendo così passare per colpevole chi sfortunatamente ha perso il lavoro per cause non dipendenti dalla sua volontà ma per fallimenti aziendali dovuti alla cattiva gestione della ditta in ... (segue)

Natascia B. di Saronno (VA), (16 gennaio - ore 11:46:35):

Per quanto ho potuto vedere di persona negli anni, i centri per l'impiego non hanno mai brillato per acume intellettivo,visto che una volta ho assistito di persona alla pratica dell'assenteismo certificato ( timbro e poi esco a farmi i fatti miei comunicato a gran voce a tutti i colleghi presenti)...però ... (segue)

Guido G. di Monfalcone (GO), (16 gennaio - ore 15:57:37):

Il lavoratore italiano, nel momento in cui viene espulso dall’azienda in cui lavora, si trova completamente solo: i posti di lavoro sono pochissimi e come se non bastasse, il personale che dovrebbe favorire l’incontro fra domanda e offerta è totalmente privo di formazione, in particolare quello ... (segue)

Deborah F. di Correggio (RE), (17 gennaio - ore 15:45:26):

Natascia, se avesse avuto la possibilità di lavorare nel settore pubblico, si renderebbe conto che l'episodio che lei riferisce al centro per l'impiego (assenteismo certificato) è di fatto una prassi tipica degli enti pubblici. E forse è anche il male minore. Quella che correttamente definisce black ... (segue)

Federica F. di Gavirate (VA), (20 gennaio - ore 21:25:48):

Buonasera, in realtà il licenziamento per giusta causa (Ex art 2119 CC) può essere invocato anche dal lavoratore, per esempio se non viene pagato.Questa modalità dà diritto al lavoratore di percepire delle indennità di mancato preavviso, di accedere alla disoccupazione (se ha i requisiti dei versamenti, ... (segue)

Jobob L. di Milano (MI), (22 gennaio - ore 11:52:47):

L'intervento della redazione di Lavoratorio.it: "Ringraziamo Federica per la necessaria e doverosa precisazione. Come indicato nell'articolo in questione, la "giusta causa" può intervenire reciprocamente come causa di recesso dal contratto di lavoro. Appunto: in questo caso dovremmo correttamente parlare ... (segue)

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