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6 commenti finora pubblicati
Federica F. di Gavirate (VA), (01 febbraio - ore 09:23:02):
Buongiorno. David, immagino che lei abbia richiesto (ovviamente assistito dal medico di base e dalla specialista - psichiatra - che la segue), l'invalidità civile. Se le è stata riconosciuta immagino che si candiderà anche a posizioni di categoria protetta, quindi lei può serenamente dire che ha ... (segue) Buongiorno. David, immagino che lei abbia richiesto (ovviamente assistito dal medico di base e dalla specialista - psichiatra - che la segue), l'invalidità civile. Se le è stata riconosciuta immagino che si candiderà anche a posizioni di categoria protetta, quindi lei può serenamente dire che ha lasciato per motivi di salute, che l'hanno portata ad essere invalido civile. Per Legge, non solo come dice il Direttore, il candidato/dipendente ha diritto alla privacy su questi aspetti, ma non è tenuto a dichiarare per quale patologia. Tant'è che la documentazione che poi verrà prodotta per l'assunzione, cioè il verbale di invalidità, viene rilasciato in copia dalla sede ASL di appartenenza con oscurata la patologia. Al contrario se non ha richiesto ed ottenuto il riconoscimento dell'invalidità civile, credo che in sede di colloquio molto dipenda anche dalla qualità dell'interlocutore, con molto garbo comunque consiglierei di dire che è stata una scelta legata ad un problema di salute in via di soluzione - totale le auguro! Spero di esserle stata utile. IN bocca al lupo e ... si ricordi che il panico (ben diverso dalla bipolarità) ha una grande paura del suo coraggio: forza!
Natascia B. di Saronno (VA), (01 febbraio - ore 09:52:34):
Credo che il Dott. Marabini lae abbia dato la migliore risposta possibile. Dopotutto lei non ha commesso un delitto atroce, anzi ha sofferto o comunque continua a portare le conseguenze della depressione e del disturbo bipolare. Sta poi anche nella sensibilità e nel buon senso di chi troviamo come controparte ... (segue) Credo che il Dott. Marabini lae abbia dato la migliore risposta possibile. Dopotutto lei non ha commesso un delitto atroce, anzi ha sofferto o comunque continua a portare le conseguenze della depressione e del disturbo bipolare. Sta poi anche nella sensibilità e nel buon senso di chi troviamo come controparte ad un colloquio capire che le sue qualità di lavorare non hanno nulla a che fare con un problema di salute. Le auguro di incontrare il recruiter giusto e di trovare il lavoro che la soddisfi.
Isabella C. di Feltre (BL), (01 febbraio - ore 16:46:22):
Ciao David, io ti dò un altro parere... dopo vedi tu come comportarti. Si sa benissimo che depressione, disturbi della psiche e attacchi di panico non sono una colpa e tantomeno un delitto. Magari puoi esibire un certificato medico se effettivamente sei stato seguito da uno specialista, quindi in teoria ... (segue) Ciao David, io ti dò un altro parere... dopo vedi tu come comportarti. Si sa benissimo che depressione, disturbi della psiche e attacchi di panico non sono una colpa e tantomeno un delitto. Magari puoi esibire un certificato medico se effettivamente sei stato seguito da uno specialista, quindi in teoria non ci sono problemi. Però bisogna stare coi piedi per terra.... quando si parla di problemi psicologici, la maggioranza della gente si mette in allarme. Magari a torto, però si mette in allarme. Cito la frase di Natascia, che ha scritto prima di me: "Sta nella sensibilità e nel buon senso di chi troviamo come controparte ad un colloquio capire che.... ecc." . Ecco il punto: le persone sensibili e di buon senso sono poche. Basta leggere le lettere che vengono pubblicate su questo sito per capire che è molto difficile trovare persone altruiste e di buon cuore. A me sembra che la maggioranza dei datori di lavoro pensi unicamente al proprio interesse, cioè al proprio introito, e non voglia grane. Nella testa del capo, il dipendente deve essere bello, svelto, allegro, ubbidiente e docile.....
Isabella C. di Feltre (BL), (01 febbraio - ore 16:53:08):
.... deve dare molto e ricevere poco. Non dico che siano tutti così i datori di lavoro, ma viste le lamentele e le storie che sento o leggo quotidianamente, mi spiace constatare che il 70% di chi assume è così. Perciò, caro David, se vuoi un consiglio veramente fraterno, evita di raccontare i tuoi ... (segue) .... deve dare molto e ricevere poco. Non dico che siano tutti così i datori di lavoro, ma viste le lamentele e le storie che sento o leggo quotidianamente, mi spiace constatare che il 70% di chi assume è così. Perciò, caro David, se vuoi un consiglio veramente fraterno, evita di raccontare i tuoi problemi psicologici (in fondo sono problemi molto personali) al colloquio di lavoro. Sii disinvolto, tranquillo, e se devi giustificare un lasso di tempo in cui non hai lavorato, inventa qualcos'altro. Al massimo puoi dire di aver avuto un attacco di panico, ma non farlo sembrare come un disturbo ricorrente altrimenti rischi davvero di essere scartato. Non c'è bisogno di raccontare le tue debolezze, perchè non le scopriranno mai. E' importante invece sottolineare i propri pregi, le proprie capacità o potenzialità. In bocca al lupo!
Annamaria C. di Forano (RI), (02 febbraio - ore 08:13:09):
Buongiorno David, sono dalla tua parte e faccio tifo per te. Per una decisione condivisa con mio marito e che ci sembrava al momento "giusta" ho deciso di chiudere un lavoro snervante e a progetto credendo nel futuro. Ti dico solo che sono due anni che sono alla ricerca di un lavoro... La depressione ... (segue) Buongiorno David, sono dalla tua parte e faccio tifo per te. Per una decisione condivisa con mio marito e che ci sembrava al momento "giusta" ho deciso di chiudere un lavoro snervante e a progetto credendo nel futuro. Ti dico solo che sono due anni che sono alla ricerca di un lavoro... La depressione è la mia vicina di casa, ogni tanto bussa perchè è rimasta senza zucchero o sale ed io cerco di non farla entrare in casa ma mi rimane molto difficile. E' una battaglia giornaliera ma vado avanti e così auguro anche a te di essere coraggioso, di trovare nel tuo essere la forza necessaria. Auguri e facci sapere dei tuoi progressi. Annamaria C. (prov. Rieti)
Guido G. di Monfalcone (GO), (02 febbraio - ore 14:06:25):
Sono d’accordo, non vi è ragione alcuna di rendere noti i propri problemi di salute, che sono strettamente personali e tutelati dalla privacy. Se il tuo medico curante ritiene l’attività lavorativa compatibile col quadro clinico, non vi sono ragioni per rinunciare alla ricerca di un lavoro. Se ... (segue) Sono d’accordo, non vi è ragione alcuna di rendere noti i propri problemi di salute, che sono strettamente personali e tutelati dalla privacy. Se il tuo medico curante ritiene l’attività lavorativa compatibile col quadro clinico, non vi sono ragioni per rinunciare alla ricerca di un lavoro. Se poi una volta trovato lo stato di salute peggiorasse si ha comunque diritto all’utilizzo dei permessi per malattia o si può far richiesta all’Inps per la concessione dei permessi legge 104.
6 commenti finora pubblicati
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Ci hanno licenziato in trenta ed ora assumono degli interinali
Serve ancora a qualcosa studiare? Posso continuare a sognare?
Ringrazio la redazione: da ieri sono tornato al lavoro!
Ci hanno licenziato in trenta ed ora assumono degli interinali
Ho perso il conto di quanti curriculum ho inviato
Serve ancora a qualcosa studiare? Posso continuare a sognare?
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