sabato 23 settembre 2017

LA LETTERA

pubblicata il 22 febbraio 2013

Come distinguere una ricerca finta da una reale

Buongiorno, ho risposto circa un mese fa ad una annuncio di "offerta di lavoro". Già questo è strano; in un mercato regolato da domanda e offerta io "offro" la mia prestazione a qualcuno che la richiede, e non viceversa ma tant'è.
Premetto che sono laureato, con oltre 25 anni di esperienza, già occupato, in una posizione di responsabilità in un'azienda solida... peccato che sia a 250 Km da casa mia e mi costringa ad una logistica poco piacevole. Rispondo ad un annuncio che sembra scritto un estratto del mio CV per una collocazione vicino a casa, splendido!
Rispondo il 23 dicembre e il 27 contatto la società di ricerca; purtroppo la responsabile della ricerca è in ferie e rientra il 10 gennaio. Telefono l'11 gennaio ma la ricerca è conclusa (??). Peccato, è già stata inserita una persona (però in prova).
Il 16 febbraio individuo un annuncio analogo e mi viene un dubbio: che sia lo stesso? che la persona in prova non sia stata confermata?
Ritelefono e chiedo informazioni; dopo poco, a fronte dell'imbarazzo dell'interlocutore e dopo la mia insistenza capisco che la ricerca non è mai esistita. Né oggi, nè allora.
E vengo a sapere che è tipico ripubblicare annunci "simili" solo per "tenere monitorato" l'andamento del mercato del lavoro (forse anche per avere un massa di dati personali, di cui fare cosa?).
Mi chiedo: perché questi "scouting" (peraltro legittimi) vengono mascherati dietro ricerche inesistenti? 
Inutili le "proteste” generiche come può essere questa mia. Proporrei che a fronte di ogni segnalazione di situazioni poco chiare il mittente divulghi esplicitamente il nome delle società che si è prestata a tali condotte; e di far circolare esplicitamente fra clienti e fornitori dei suoi servizi queste informazioni, in modo da scoraggiare chiunque ad appoggiarsi all'intermediazione di tali soggetti poco corretti.
E' possibile? Se io dicessi: la società con cui è successo questo è la XYZ di e cominciassi a far conoscere il fatto in maniera pubblica?
Nel mio piccolo, qualora  avessi necessità di tali servizi (come azienda cliente) mai interpellerò tale società.
Piergiorgio V.
 
Risponde Jobob (redazione di Lavoratorio.it):
“Caro Piergiorgio, c'è poco da girare intorno a quello che hai raccontato: se davvero le cose sono andate come affermi si tratta di una pratica molto scorretta, peraltro anche abbastanza difficile da smascherare. Anzi a dire il vero, non abbiamo ben capito quale sia stato l'elemento decisivo per farti capire che la ricerca in oggetto fosse falsa: la sola reticenza del selezionatore a parlare di una ricerca in tutto e per tutto simile alla precedente?
Comunque, la pubblicazione di annunci civetta per sole esigenze di “scouting” come dici tu, o di studio del mercato del lavoro, va denunciata e colpita. Non si prendono in giro i candidati per risparmiare sui costi di analisi e consulenze: per avere questi dati gli intermediari, quelli seri, si rivolgono agli istituti che svolgono ricerche di mercato e statistiche. Anche il discorso della raccolta di candidature per fare banca dati per esigenze future ci trova in completo disaccordo: le banche dati hanno ormai vita brevissima.
Per cui la denuncia “pubblica” va bene: bisogna però avere le prove altrimenti il rischio di beghe legali è molto alto.
Per concludere, riproponiamo questa riposta del Direttore di Lavoratorio.it, Roberto Marabini, ad una lettera in cui si parlava anche di annunci civetta."
 
Anonimato, annunci civetta, stage, raccomandazione

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