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giovedí 9 settembre 2010
IL BOTTO pubblicato il 7 giugno 2010

Cari colleghi candidati: a voi è mai successo?

di Simon T.


Riceviamo da un lettore questa mail articolata, che lancia un sondaggio. O meglio, richiede un parere su tematiche molto diffuse nel mercato del lavoro italiano:
 
"Caro Lavoratorio,
ho una breve riflessione sul mondo della selezione che vorrei sottoporti al fine di istituire un sondaggio tra i tuoi lettori.
 
Appena uscito dalla Laurea ho avuto una serie di incontri con un selezionatore esterno presso un istituto di formazione. All'epoca avevo un problema diverso, e cioè non sapevo ancora bene come era articolato il mondo del lavoro dipendente nella mia città e come lo dovessi affrontare per superare l'ostacolo del primo inserimento.
 
Capitai più volte da questo selezionatore, perché il processo di recruiting su molte delle offerte di stage a cui ero interessato passava da questo istituto. Questo ragazzo mi aiutò a fare un bilancio delle mie competenze e a capire quali fossero quelle da cui mi potevo attendere un ritorno professionale ed economico migliore.
 
Feci la mia prima dozzina di esperienze di colloquio e mi colpì molto una sua affermazione, che non dimenticherò facilmente. Nel riflettere con lui delle cause per cui potessi essere stato non considerato sufficientemente idoneo per alcuni ruoli, mi disse che capitava di venire scartati per i motivi più vari e che una volta un responsabile gli affidò il compito di selezionare un ruolo finance con la clausola di non mandargli candidati di orgini meridionali.
 
Io sobbalzai e gli dissi che era ovviamente una discriminazione e, come tale, si stava uscendo fuori dai binari della legalità. Adesso so che queste cose avvengono in maniera molto più sottile e senza neppure scomodare le leggi. E so che avvengono sistematicamente.
 
Questo significa "avere il coltello dalla parte del manico". Credo, infatti, che l'istituto della selezione del personale sia tra quelli MENO controllati e garantiti contro abusi e corruttele di tutta l'Italia. Nessuno garantisce, nessuno controlla, non esiste quella TERZA parte a cui si PUO' e si DEVE chiedere di procedere con imparzialità nel rispetto delle norme, e addirittura di migliorare le norme stesse adeguando con una più stringente efficacia gli obblighi di tutte la parti a questo clima economicamente ma anche moralmente molto difficile in cui versa l'Italia intera.
 
Ci sono almeno 5 punti che so per certo andrebbero tenuti molto presenti al fine di tutelare i candidati contro l'abuso:
- provenienza e origini famigliari anagrafiche (oltre ai discriminati per i raffinati ragionamenti geografici italiani, faccio anche riferimento a quanti sono nati in una Nazione diversa da quella Italiana)
- età
- discriminazioni sessuali varie
- aspetto fisico; il corpo delle donne viene in questa sede più che mai fatto oggetto di strumentalizzazioni e discriminazioni e molto al di là dello stretto necessario
- silenziose ed innocenti "segnalazioni" che inquinano irrimediabilmente il processo di selezione.
 
Io credo, quindi, che occorrano almeno due cose per legge.
1) Un Garante esterno, rinnovato di anno in anno dal Ministero del Lavoro o dell'Economia, e non compromesso o compromissibile in alcun modo (pena il ritiro del suo mandato) con nessuna delle due parti, il lavoratore e l'azienda cliente, con il compito di ispezionare e sorvegliare anche servendosi di intercettazioni ambientali il corretto svolgimento di quella che è una funzione vitale della nostra società: la selezione della futura classe economico-imprenditoriale
2) L'istituto di un feedback dopo il colloquio, attraverso il quale il selezionatore deve sempre confrontarsi con il candidato non ritenuto idoneo per rendergli note tutte le ragioni del diverso orientamento dell'azienda cliente e assicurarle/gli che tutto si è svolto secondo le regole istituite dalla legge e fatte osservare dal Garante.

Per ora, mi dispiace dirlo, siamo in una grande giungla. O forse in un gigantesco bluff, l'ennesima pasta all'amatriciana fatta con il sugo dei più giuridicamente deboli per la cricca dei commensali che "si credono potenti e gli bene quello che fanno, e tutto gli appartiene".
 
Al termine della riflessione, ecco il sondaggio. O meglio, le domande che vorrei porre ai lettori di Lavoratorio.it:

- Posto che la legge vieta o dovrebbe vietare all'azienda (o a chi per suo conto) di discriminare in alcun modo, hai mai avuto le prove di un comportamento non irreprensibile in sede di selezione?
- In che percentuale hai avuto occasione di percepire nettamente che la selezione non stesse procedendo sui corretti binari della legalità e della moralità?
- Da interno ad una azienda, sei mai venuto a conoscenza diretta o indiretta di comportamenti non irreprensibili da parte del reparto risorse umane sul piano del pari diritto ad accedere meritocraticamente ad una posizione aperta?"
Simon T.
I COMMENTI

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11 commenti finora pubblicati

Violetta A. di Padova (PD), (7 giugno - ore 22:03):

1. Si. A colloquio con nota azienda di abbigliamento di lusso da uomo, a Monza. La selezionatrice del personale mi ha domandato se intendevo avere figli, aggiungendo che una gravidanza sarebbe stato un problema e che per questo motivo preferivano un uomo. 2.Fortunatamente, ho incontrato pochi casi di ... (segue)

Ioana G. di Asti (AT), (8 giugno - ore 08:40):

Ciao! Anche a me è successo tante volte incontrarmi con le discriminazioni... sono rumena, ma sto studiando in Italia da 3 anni. nel frattempo ho cercato un lavoro ...più che quello di collaboratrice domestica... tante volte gli intervistatori hanno lasciato capire il fatto che nn avrò comunque nessuna ... (segue)

Silvia G. di Sestri Levante (GE), (8 giugno - ore 10:11):

Sì, mi è capitato diverse volte . Ne cito alcune : 1) SEGRETARIA del capo risorse umane che in sede di fissare telefonicamente data del colloquio , mi dice " guardi, venga pure a farsi un giretto. Tanto sappia già che noi per questo lavoro cerchiamo uomini" 2) Selezione per una grande azienda ... (segue)

Silvia G. di Sestri Levante (GE), (8 giugno - ore 10:14):

....e vorrei anche segnalare L' IMPOSSIBILITA' reale di accedere a colloqui per quaòsiasi posizione ( dalle più umili alle più prestigiose) se non si è in qualche modo " presentati" . Il che a volte significa conoscere semplicemente la segretaria che mette il curriculum e l'offerta di collaborazione ... (segue)

Maria S. di Desio (MB), (8 giugno - ore 16:09):

Buongiorno! Certo che mi è sucesso, aggiungo pù volte!! Purtroppo sono donna e, qualche anno fa, avevo il problema dell'eventuale gravidanza: al colloquio finale, presso l'ultima azienda a contratto indeterminato, mi chiesero se avessi intenzione di avere figli ed io risposi che sì, avevo quell'obiettivo, ... (segue)

Morena P. di Copparo (FE), (14 giugno - ore 21:55):

anche a me è successo molte volte: 1. non sono stata ammessa per l'età, (48 anni). 2- una volta perchè abitavo troppo lontano (25 km)3- perchè il curriculum era troppo lungo. morena

Sabina F. di Roma (RM), (16 giugno - ore 08:14):

Per certi versi sono stata fortunata perchè fino ai 43 anni sono riuscita a cambiare lavoropiù volte. Ora che ne ho 46 vorrei cambiare di nuovo perhcè mi sono accorta che aver accettato il cambiamento 3 anni non è stato un gran affare! E cosi mi sono rimessa in moto. ma purtroppo l'età pare sia ... (segue)

Lily P. di Venezia (VE), (21 giugno - ore 21:13):

Si mi è successo, sia di essere presa perchè ero quella giusta in un ambiente di discriminazioni totali sia di essere scartata per lo stesso motivo. Ho scritto sul mio blog la mia esperienza, se vi interessa leggete.Non è pubblicità, non ho velleità da grande blogger, sto solo sfogando tutto il ... (segue)

Massimo S. di Tolentino (MC), (24 agosto - ore 10:13):

Simon, che vuoi che ti dica? Va bene così. Non puoi pensare che uno assuma una persona con cui non si trova a suo agio a lavorare, a torto o a ragione. Non puoi nemmeno pensare che TU ti troveresti a tuo agio in un posto dove non ti vogliono e ti si devono sorbire per forza di legge (nell'ipotesi del ... (segue)

Violetta A. di Padova (PD), (24 agosto - ore 18:18):

@Massimo S. E' una battuta o dici sul serio? Che nel mondo del lavoro ci sono tante ingiustizie e queste (discriminazione sessuale e angrafica, domande personali in fase di colloquio, assolutamente vietate dalla legge) non sono degne di essere chiamate tali? Perché se è una battuta non fa ridere. Se ... (segue)

Massimo S. di Tolentino (MC), (25 agosto - ore 13:59):

Sono un uomo e certe domande non me le hanno fatte mai. Tu come donna affronti una discriminazione maggiore, in questo hai ragione, ma... anche rispettando scrupolosamente la legge e non facendo nessunissima domanda "illecita" (qui nelle marche in effetti non mi sono mai sentito fare domande personali), ... (segue)

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