CERCA E TROVA OFFERTE DI LAVORO ![]()
25 commenti finora pubblicati
Partecipa alla discussione attraverso il tuo account Facebook, Twitter o Linkedin
cliccando su uno dei bottoni qui sotto.
Per ulteriori informazioni su questa funzione,
clicca QUI
Andrea B. di Mantova (MN), (31 dicembre - ore 14:14:20):
Con la flexsecurety saremmo un paese più giusto,dove perdere il lavoro non sarebbe un dramma come ora.Con una classe politica e sindacale così incapace sarà impossibile vederla realizzata. Andrea Benatti operaio protetto???? dall'articolo 18!
Antonio D. di Mirabella Eclano (AV), (30 dicembre - ore 01:58:13):
Non ho letto tutto il progetto della flexsecurity, sinceramente perchè è troppo lungo, quando avrò più tempo lo leggerò con molta attenzione. Chiedo scusa se a me ha colpito in particolare un punto del pacchetto, forse non è interessante per tutti. Intendo il contratto unico di inserimento. Alcuni ... (segue) Non ho letto tutto il progetto della flexsecurity, sinceramente perchè è troppo lungo, quando avrò più tempo lo leggerò con molta attenzione. Chiedo scusa se a me ha colpito in particolare un punto del pacchetto, forse non è interessante per tutti. Intendo il contratto unico di inserimento. Alcuni criticano essere il già esistente contratto di apprendistato. Non è proprio così. E' una novità sostanziale. In un precedente commento su questo sito criticai l' apprendistato proprio per il fatto di avere limiti di età. Ebbene questo nuovo contratto è applicabile non solo a chi ha meno di 30 anni. Come fatto naturale (ma non imposto da legge) ne usufruiranno soprattuto i giovani, e questo è importantissimo, ma non chiuderà le porte a chi è più anziano, chè è importante. Non bisogna aiutare alcune categorie per distruggerne altre, è una questione di civiltà. Questo è il punto fondamentale secondo me, ma il contratto unico ha anche altre novità importanti per molti lavoratori, che si possono leggere nei documenti proposti e che io ora non ho voglia di elencare. Le critiche ci saranno sempre, ma penso che come è adesso non è che sia meglio. Inoltre io non sono del PD.
Deborah F. di Correggio (RE), (28 dicembre - ore 13:29:53):
Dopo avere letto parte dei documenti contenuti sul sito di Ichino, sono finalmente riuscita ad accedere ai video (finora non riuscivo a visualizzarli), compreso quello indicato da Walter. Ora, io non sono una "addetta ai lavori" del settore, per cui ho una domanda da porvi, alla quale non sono riuscita ... (segue) Dopo avere letto parte dei documenti contenuti sul sito di Ichino, sono finalmente riuscita ad accedere ai video (finora non riuscivo a visualizzarli), compreso quello indicato da Walter. Ora, io non sono una "addetta ai lavori" del settore, per cui ho una domanda da porvi, alla quale non sono riuscita finora a dare una risposta. Da quello che si legge, l'azienda che licenzia, partecipa al reintegro dello stipendio venuto meno al lavoratore, in quota crescente con il passare degli anni in cui il lavoratore rimane disoccupato. Ma se l'azienda fallisce? Come può pagare? Si presume le aziende si assicurino... ma se l'assicurazione fallisse a sua volta (potrebbe succedere se il sistema si rivelasse inefficace, con troppa gente a spasso)? E comunque, non pensate che l'assicurazione sulla perdita del posto si ripercuota sulle buste paga che tra l'altro sono tra le più penose delle potenze europee? Se assicurazioni e datore si rendono indisponibili all'integrazione, subentra lo Stato in qualche suo ente? Che succede al lavoratore "scoperto"? Qualcuno saprebbe spiegarmi con chiarezza questo aspetto?
Mario R. di Roma (RM), (21 dicembre - ore 12:29:34):
Il sito di Ichino (della famiglia degli ichinodermi) riporta, a proposito della flexsecurity una generica riforma degli artt. cc. riguardanti solo in minima parte il lavoro dipendente. Non entra nei dettagli con proposizioni finite e sopratutto manca di qualsiasi considerazione sul valore da attribuire ... (segue) Il sito di Ichino (della famiglia degli ichinodermi) riporta, a proposito della flexsecurity una generica riforma degli artt. cc. riguardanti solo in minima parte il lavoro dipendente. Non entra nei dettagli con proposizioni finite e sopratutto manca di qualsiasi considerazione sul valore da attribuire all'asset "lavoro".
Giuseppe Z. di Merate (LC), (20 dicembre - ore 23:40:53):
Ho letto con attenzione le problematiche solelvate sulla flexicurity (si scrive così in europa) e debbo dire di aver trovato solo riferimenti apologetici sui massimi sistemi, sulle colpe dell'uno o dell'altro per aver creato l'attaulòe situazione, e non sulla concretezza applicativa della Flexicurity ... (segue) Ho letto con attenzione le problematiche solelvate sulla flexicurity (si scrive così in europa) e debbo dire di aver trovato solo riferimenti apologetici sui massimi sistemi, sulle colpe dell'uno o dell'altro per aver creato l'attaulòe situazione, e non sulla concretezza applicativa della Flexicurity esaltando le positività e contenendo le negatività. Invece occorre non soffermarsi sull'uno acosa o sull'altra, ma trovare un giusto equilibrio ed è molto difficile finchè ci sarà demagogia da entrambe le parti (sindacati e aziende). Tengo a precisare che in Europa se ne parla da parecchio tempo e che è una delle principali strategie obiettivi della Comunità. Era ora che se ne parlasse anche in Italia. Certo occorre ababndonare le posizioni di principio e guardare la massimizzazione dei risultati in termini economici glogali e non di singoli vantaggi. Mi fermo qui perchè altrimenti farei esattamente come molti altri. Vorrei evitare di parlare dei massimi sistemi e delle filosofie che ci stanno dietro ( per carità sono utili per poggiare le proprie idee); vorrei invece che si possa dare concretezza alla parola flexicurity.
Jobob L. di Milano (MI), (18 dicembre - ore 19:54:38):
L'intervento di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it: "Perfetto, ci siamo! Con puntualità cronometrica oggi, domenica 18 dicembre 2011, il termine Flexsecurity ha fatto il suo esordio ufficiale sui telegiornali nazionali. La Neoministra del lavoro ed il Presidente della Camera, oggi hanno fatto ... (segue) L'intervento di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it: "Perfetto, ci siamo! Con puntualità cronometrica oggi, domenica 18 dicembre 2011, il termine Flexsecurity ha fatto il suo esordio ufficiale sui telegiornali nazionali. La Neoministra del lavoro ed il Presidente della Camera, oggi hanno fatto riferimenti espliciti ai progetti di legger del professor Ichino, ed i tg si sono scatenati. All'amico Walter vorrei semplicemente far notare che, dal mio personalissimo punto di vista, i talk show televisivi di qualunque natura e canale, possono (e forse devono) essere visti, ma non dovrebbero essere assolutamente utilizzati come punto di riferimento per costruirsi un'opinione. Come già detto sopra nel testo del botto, l'Italia è un Paese di professionisti dell'opinione e del talk show, che non si sono mai letti una riga di quello su cui sono chiamati a dibattere. Non vorrei prendere Cofferati e fargli quattro domande specifiche: sono sicuro che ci farebbe una figura di cacca (come chiunque altro). Mi piacerebbe invece che qualcuno leggesse i testi dei progetti. A quanto pare, finora nessuno ha trovato tempo e/o motivazioni sufficienti per farlo. E scriverne qui."
Walter D. di Roma (RM), (18 dicembre - ore 19:25:29):
Consiglio a tutti di andarsi a rivedere la registrazione della trasmissione "IN ONDA" di ieri sera (17 dicembre). Il link è il seguente: www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50245226. Ichino secondo me ne esce letteralmente a pezzi. Peccato che oltre a goderci la chiarezza di Cofferati e soprattutto ... (segue) Consiglio a tutti di andarsi a rivedere la registrazione della trasmissione "IN ONDA" di ieri sera (17 dicembre). Il link è il seguente: www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50245226. Ichino secondo me ne esce letteralmente a pezzi. Peccato che oltre a goderci la chiarezza di Cofferati e soprattutto la composta dignità dei lavoratori FIAT (ora disoccupati) di Termini Imerese, ci si debba sorbire per quasi due ore anche le teorie assurde e irrealizzabili di gente come Ichino e Fiorella Kostoris Padoa Schioppa, che sembrano marziani venuti da un altro pianeta. Ottima anche l'intervista finale ad un over 40 disoccupato di Trento, che noi tutti nelle sue condizioni non possiamo che confermare e testimoniare.
Utente non più iscritto a Lavoratorio.it (18 dicembre - ore 12:17:49):
Senza alcun fine polemico, ma avendo letto quanto Ichino (mi scuso per il refuso) scrive, ma lo trovo fumoso e, sopratutto non dice cosa fare e come, quindi è particolarmente "vuoto" di significati tanto quanto i "parlottieri televisivi"
Jobob L. di Milano (MI), (18 dicembre - ore 11:27:38):
L'intervento di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it: "Buongiorno Mario, recentemente ci hanno accusato (anzi, "mi" hanno accusato) di essere un po' troppo duri nei confronti dei nostri lettori. Ho avuto modo di spiegarne i motivi, ma sono sempre pronto a ricredermi. Quindi, invece di stroncarla, ... (segue) L'intervento di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it: "Buongiorno Mario, recentemente ci hanno accusato (anzi, "mi" hanno accusato) di essere un po' troppo duri nei confronti dei nostri lettori. Ho avuto modo di spiegarne i motivi, ma sono sempre pronto a ricredermi. Quindi, invece di stroncarla, eccomi in veste "giornalaio paraculo che deve vendere copie" (sia chiaro che Lavoratorio.it non guadagna sulle copie vendute e non ha bisogno di cercare consensi). Quindi, sorvolerò abbondantemente sul lapsus che l'ha spinta a schivere "Iachino". Probabilmente, una confusione fra pagliaccetti dell'avanspettacolo, come il cabarettista Iacchetti, che si ergono a paladini del mondo, non si sa bene sulla base di quale competenza e credibilità, e i nostri politici, che in effetti negli ultimi decenni non hanno offerto né competenza, né credibilità migliore rispetto ai pagliaccetti dell'avanspettacolo. La invito, piuttosto a riflettere su un dato di fatto: il sito del professor Ichino potrà essere palloso, difficile, e quant'altro. Ma affermare che "non dice assolutamente nulla" è falso."
Utente non più iscritto a Lavoratorio.it (18 dicembre - ore 09:52:59):
Suggerisco di eliminare il link al sito di Iachino perche, come molte altri celebri "statement" del predetto non dice assolutamente nulla
Walter D. di Roma (RM), (16 dicembre - ore 23:10:37):
Sottoscrivo gli argomenti di Armando, ai quali ne aggiungo due. Il primo è di tipo "esistenziale": uno come Ichino che si guadagna da vivere come avvocato a difesa delle aziende e contro i lavoratori, cosa vi aspettate che proponga a livello legislativo, provvedimenti a favore dei lavoratori o contro ... (segue) Sottoscrivo gli argomenti di Armando, ai quali ne aggiungo due. Il primo è di tipo "esistenziale": uno come Ichino che si guadagna da vivere come avvocato a difesa delle aziende e contro i lavoratori, cosa vi aspettate che proponga a livello legislativo, provvedimenti a favore dei lavoratori o contro i lavoratori ? L'altro argomento è di tipo "storico". Ichino purtroppo non è stato nella storia politica italiana il primo professore del PD a proporre leggi che (secondo lui) erano a favore dei lavoratori e poi in pratica hanno avuto l'effetto opposto. Il primo Terminator dei diritti dei lavoratori è stato Tiziano Treu. Sua la colpa di aver esteso l'area dei contratti a tempo determinato ancora prima che il compianto Marco Biagi completasse l'opera di precarizzazione totale del mondo del lavoro italiano. Per questo ce l'abbiamo così tanto con Ichino, di professori in buona fede ne abbiamo già avuti in passato e ci hanno fatto tutti molto male.
Deborah F. di Correggio (RE), (16 dicembre - ore 12:08:46):
Quindi, non disperare Roberto: non credo che gli altri lettori siano troppo presi dalle ultime trasmissioni in TV o, peggio, solo dai propri lamenti, per potersi occupare di questa lettura. Probabilmente, se l'argomento fosse stato inerente a ciò di cui mi sono sempre occupata, dedicando molti approfondimenti ... (segue) Quindi, non disperare Roberto: non credo che gli altri lettori siano troppo presi dalle ultime trasmissioni in TV o, peggio, solo dai propri lamenti, per potersi occupare di questa lettura. Probabilmente, se l'argomento fosse stato inerente a ciò di cui mi sono sempre occupata, dedicando molti approfondimenti e specializzandomi, avrei risposto in due secondi, e così anche gli altri. :)
Deborah F. di Correggio (RE), (16 dicembre - ore 12:06:27):
Io sto leggendo, un po' per volta, i documenti proposti sul sito di Ichino. Sto anche confrontandoli con altri, nel web. E' naturale che, di fronte ad una mole del genere, non ci si può aspettare una risposta in due e due quattro. Leggo anche i vostri commenti, con attenzione. D'altro canto "è meglio ... (segue) Io sto leggendo, un po' per volta, i documenti proposti sul sito di Ichino. Sto anche confrontandoli con altri, nel web. E' naturale che, di fronte ad una mole del genere, non ci si può aspettare una risposta in due e due quattro. Leggo anche i vostri commenti, con attenzione. D'altro canto "è meglio tacere e sembrare stupidi piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio" e non ho l'animo di quella che dopo aver letto due righe si atteggia da professoressa. L'unica cosa che posso dire (ma in ogni caso è un'opinione acerba) è che c'è qualcosa che non mi convince, non tanto nel sistema, che pare funzionare a meraviglia in Danimarca, quanto piuttosto nella sua applicazione nel Bel Paese. Non credo sia possibile mettere esattamente sullo stesso piano le due nazioni, perchè sono molto diversi, sia sotto il profilo delle amministrazioni, sia delle imprese, sia dei cittadini e del senso civico. E le differenze si manifestano su molti fronti. Ho capito che c'è qualcosa che non mi convince, ma ancora non ho messo a fuoco cosa sia a non "tornarmi". Probabilmente anche gli altri lettori, magari poco avvezzi a questi argomenti, stanno cercando di farsi un'idea a loro volta. -->
Armando R. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 16:15:34):
Ciao, hai ragione, forse ti aspettavi una reazione diversa ma in fondo questo confronto è un pochino da addetti o quasi ai lavori. In quanto a iò che dici di Ichino io purtroppo non ho tempo di rileggermi in questo momento le sue proposte ma ho avuto modo di incrociarlo in convegni e trasmissioni televisive ... (segue) Ciao, hai ragione, forse ti aspettavi una reazione diversa ma in fondo questo confronto è un pochino da addetti o quasi ai lavori. In quanto a iò che dici di Ichino io purtroppo non ho tempo di rileggermi in questo momento le sue proposte ma ho avuto modo di incrociarlo in convegni e trasmissioni televisive e, sempre, la sua massima preoccupazione era quella di evitare che "i furbi" potessero usufruire di qualche forma di sostegno pubblico. Nei paesi europei che lui cita non esiste la preoccupazione rispetto al furbo, esiste il principio del reddito di sostegno accompagnato da misure che aiutino chi è determinato a lavorare a cercare una ricollocazione. E' pur vero che l'Italia è il paese dei furbi ma in prima linea tra questi ci sono gli imprenditori (e gli evasori fiscali) e quindi non capisco perché la paura dei furbi debba riguardare solo una parte della popolazione. Forse io ed altri abbiamo un po' di prevenzione nei confronti di Ichino ma è cosa che viene da lontano almeno da quando siamo venuti a conoscenza della sua forte opposizione ad una legge di contrasto al mobbing che, a suo avviso, avrebbe creato difficoltà alle imprese in un momento di crisi. Mi fermo. Ciao
Jobob L. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 15:59:07):
La replica di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it: "Ciao Armando, non so se dispiacermi o meno del fatto che il dibattito a seguito di questo botto sembra presentarsi "solo" come un confronto fra vecchi amici. E' un dato di fatto che, prima di risponderti, ho impiegato un'oretta nel leggere ... (segue) La replica di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it: "Ciao Armando, non so se dispiacermi o meno del fatto che il dibattito a seguito di questo botto sembra presentarsi "solo" come un confronto fra vecchi amici. E' un dato di fatto che, prima di risponderti, ho impiegato un'oretta nel leggere e rileggere i documenti ed i progetti di legge di Ichino. D'altra parte, non tutti dispongono di queste orette di tempo e un po' troppi pensano sia più importante intervenire (in televisione, sui giornali, nelle conferenze nei blog...)dicendo qualcosa, qualsiasi cosa, basta dirla. Ebbene, in questa oretta non ho trovato traccia di una norma che preveda di "negare ogni forma di sostegno al disoccupato che rifiuti ogni offerta di lavoro, anche generica". Invece, ho trovato che il lavoratore potrebbe perdere diritto al contratto di ricollocamento per "grave inadempimento" dei propri obblighi. Come si manifesta questo grave inadempimento? Ad esempio, se un ingegnere rifiutasse un posto da operaio? Hai qualche elemento in più da sottopormi? Oppure... potremmo chiedere direttamente ad Ichino, non credi?"
Armando R. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 12:36:54):
(segue) non si propone di andare a fare l'imbianchino ma si offre una occupazione abbastanza vicina alla propria esperienza, alla propria professionalità e al precedente livello retributivo ... se non si trova una proposta coerente gli si continua a versare il contributo statale. Grazie e ciao Armando ... (segue) (segue) non si propone di andare a fare l'imbianchino ma si offre una occupazione abbastanza vicina alla propria esperienza, alla propria professionalità e al precedente livello retributivo ... se non si trova una proposta coerente gli si continua a versare il contributo statale. Grazie e ciao Armando Rinaldi Associazione ATDAL OVER40
Armando R. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 12:34:33):
(segue) Incominciamo a potenziare e qualificare i Centri Pubblici per l'impiego come prima cosa. Poi una bella operazione di pulizia nel marasma degli operatori che si occupano di intermediazione di mano d'opera e di formazione. Ne mandiamo a casa un bel po' (magari qualcuno anche in galera) e recuperiamo ... (segue) (segue) Incominciamo a potenziare e qualificare i Centri Pubblici per l'impiego come prima cosa. Poi una bella operazione di pulizia nel marasma degli operatori che si occupano di intermediazione di mano d'opera e di formazione. Ne mandiamo a casa un bel po' (magari qualcuno anche in galera) e recuperiamo una montagna di euro che tutti gli anni si pappano speculando sulle disgrazie dei disoccupati. Quelli che rimangono fatta la pulizia devono essere certificati da enti autonomi (es. Università) e devono dimostrare di avere investito di tasca loro per capire se e quali aziende hanno necessità di assumere, quali specializzazioni sono richieste. Devono inoltre dimostrare di aver sottoscritto accordi con le aziende che si impegnano ad assumere disoccupati in linea con le proprie necessità. Infine devono dimostrare di essere in grado di formare gli eventuali candidati rispetto ai requisiti richiesti dalle aziende in questione. Concludo dicendo che la proposta Ichino prevede di negare ogni forma di sostegno al disoccupato che rifiuti una offerta di lavoro anche generica. Nel modello preso ad esempio (Danimarca) non funziona così perché lassù al contabile disoccupato (segue)
Armando R. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 12:25:04):
Ciao Roberto, ti ringrazio per la pronta risposta e ti ringrazio anche per avere esplicitato meglio il tuo pensiero facendomi capire che su molte cose siamo in sintonia. Mi scuso quindi per avere male intepretato il tuo botto. Hai ragione nell'accusare chi manca di proposte concrete e tu sai che noi ... (segue) Ciao Roberto, ti ringrazio per la pronta risposta e ti ringrazio anche per avere esplicitato meglio il tuo pensiero facendomi capire che su molte cose siamo in sintonia. Mi scuso quindi per avere male intepretato il tuo botto. Hai ragione nell'accusare chi manca di proposte concrete e tu sai che noi in questi anni abbiamo sfalsato la razza facendone molte rimaste però inascoltate. I tempi cambiano e le emergenze premono quindi noi oggi siamo costretti a puntare su obiettivi prioritari. Vengo al dunque. La prima cosa sa fare in assoluto è l'introduzione di un sistema di sostegno al reddito di chi è incapiente (noi ne parlavamo già anni fa considerati dei pazzi dal pensiero dominante ma oggi ne parla pure la Fornero, forse non eravamo così pazzi). Si tratta banalmente di COPIARE dalla Danimarca, Olanda, Germania, Francia, ecc. (gli unici paesi che ne sono privi in Europa sono Italia, Grecia e Ungheria). Fatto questo passo (che implica andare a mettere mano su altri strumenti quali cassa integrazione, mobilità e prepensionamenti che esistono solo in Italia) DOPO andiamo a parlare degli strumenti a sostegno dell'occupazione trovando anche il modo di reperire risorse adeguate (segue)
Jobob L. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 09:58:21):
(continua) sulla incapacità della sinistra o anche semplicemente dei progressisti italiani di riuscire a trovare un qualsivoglia punto di riferimento comune, se non un progetto, almeno un piccolo obiettivo che possa rendere credibile le troppe esternazioni espresse negli ultimi venticinque anni. Insomma, ... (segue) (continua) sulla incapacità della sinistra o anche semplicemente dei progressisti italiani di riuscire a trovare un qualsivoglia punto di riferimento comune, se non un progetto, almeno un piccolo obiettivo che possa rendere credibile le troppe esternazioni espresse negli ultimi venticinque anni. Insomma, ho ironizzato a denti stretti sulla capacità di prendere posizione degli italiani, sull'effetto velina che riescono ad ottenere i grandi dibattiti televisivi e giornalistici: la castrazione delle coscienze individuali, del libero arbitrio, della capacità di studio, analisi e sintesi dei problemi. Il risultato, perdonami, è quello che vedi in questo botto: tu hai esternato la tua visione, forte di almeno un ventennio di conoscenza diretta delle dinamiche e dei personaggi che ruotano intorno ai sindacati; ma gli altri? dove sono tutti gli altri? Un amico mi ha telefonato, ringraziandomi della segnalazione, per comunicarmi che ha cominciato a leggere tutti i documenti contenuti nel portale dela flexsecurity. Bene: uno sta studiando e gli altri, quelli che non hanno voglia di farsi un'idea propria, tacciono. Mi sembra già un ottimo risultato."
Jobob L. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 09:46:31):
(continua)Sai benissimo, caro Armando, che i primi bersagli del brigatismo sono storicamente stati proprio i sindacalisti, qualunque sindacalista avesse mai lontanamente accennato alla possibilità di un qualsivoglia accordo con il padrone. Il massimalismo non prevede la possibilità di accordi, per ... (segue) (continua)Sai benissimo, caro Armando, che i primi bersagli del brigatismo sono storicamente stati proprio i sindacalisti, qualunque sindacalista avesse mai lontanamente accennato alla possibilità di un qualsivoglia accordo con il padrone. Il massimalismo non prevede la possibilità di accordi, per definizione. A contrario, troppi sindacalisti, senza poi assumersi responsabilità alcuna delle proprie posizioni, scelgono da sempre la strada del massimalismo, anzi del populismo massimalista che gli consente, come correttamente hai notato, di tenere il sedere al caldo. Ma anche di recuperare qualche tesseramento in più e, magari, di non temere ritorsioni brigatiste. Ad esempio, giusto per fare un nome, mi piacerebbe che la signora Camusso portasse di fronte a qualche microfono una proposta: una semplice, chiara, credibile proposta! Poi, potremo essere d'accordo o non essere d'accordo. Ma da quando è stata eletta non le ho sentito proferire un "potremmo fare così". Quanto a Vendola, stendiamo l'ennesimo velo pietoso sulla sua incapacità di parlare in un italiano accessibile. Più in generale, stendiamo un velo pietoso (continua)
Jobob L. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 09:37:34):
La replica di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it: "Ciao Armando, forse è il caso di esplicitare la nostra familiarità. Ci conosciamo da oltre dieci anni, io come giornalista specializzato sul mercato del lavoro e tu come fondatore dell'associazione Atdal Over40. Fin dalle prime righe di ... (segue) La replica di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it: "Ciao Armando, forse è il caso di esplicitare la nostra familiarità. Ci conosciamo da oltre dieci anni, io come giornalista specializzato sul mercato del lavoro e tu come fondatore dell'associazione Atdal Over40. Fin dalle prime righe di questo tuo intervento, ti sei domandato se hai correttamente compreso il senso del mio botto. Purtroppo no. Relativamente ai progetti di legge già strutturati dal professor Ichino non ho espresso alcun giudizio. Anzi, il senso di tutto il botto è l'invito a prendere visione in prima persona questi progetti. Non ho nemmeno raccontato che lo stesso Ichino ritiene inapplicabile l'intero suo progetto in tempo reale: a suo avviso, la fase dell'emergenza economica e occupazionale necessità di interventi diversi e... di emergenza. Ma tutto questo è indicato nel "Portale della flexsecurity" che si può raggiungere attraverso il link indicato sopra. Certamente, ho ironizzato sulla capacità di prendere posizione da parte (soprattutto) dei massimi esponenti del nostro sistema politico, anche senza alcuna cognizione di causa (continua)
Armando R. di Milano (MI), (11 dicembre - ore 20:04:10):
(segue) così come la compagine di Professori del sito La Voce (Boeri, Brugiavini, Gariboldi) , il Professore Miche le Tiraboschi (erede di Biagi) e la stessa Ministra dalla lacrima facile Fornero. Tutti pensatori che hanno sostenuto per anni la necessità di allungare l'età pensionabile fregandosene ... (segue) (segue) così come la compagine di Professori del sito La Voce (Boeri, Brugiavini, Gariboldi) , il Professore Miche le Tiraboschi (erede di Biagi) e la stessa Ministra dalla lacrima facile Fornero. Tutti pensatori che hanno sostenuto per anni la necessità di allungare l'età pensionabile fregandosene di coloro che rimanevanoin mezzo al guado. Ma nel nostro paese esistono anche altre voci (che non hanno la stessa dignità in campo mediatico) quali quella di Gallino, Ravelli, Formenti solo per citarne alcuni. A me pare che l'unica cosa che non manca alle imprese italiane si la libertà di licenziare (se devono fare i conti con l'art.18 passano direttamente al mobbing e ciao). Ciò che manca da sempre è un sistema di welfare universale dicui si blatera da 15 anni. Allora PRIMA parliamo di security una volta per tutte e POI ragioniamo di flexibility. Se poi a milano lo studio di consulenza del Professore facesse a meno di dare consulenza alle imprese nella stesura delle lettere di licenziamento forse sarebbe un pochino più credibile. Sempre con stima ma quando ce vò ce vò Armando
Armando R. di Milano (MI), (11 dicembre - ore 19:55:43):
(segue) difficoltà ancor maggiore in particolare per gli over40 che le imprese continuano a buttare fuori e a rifiutarsi di ricollocare (come ben sai dai limiti di età inseriti nelle offerte di lavoro). Ora, tutto il progetto Ichino è molto attento nel porre paletti alle possibilità di accedere ... (segue) (segue) difficoltà ancor maggiore in particolare per gli over40 che le imprese continuano a buttare fuori e a rifiutarsi di ricollocare (come ben sai dai limiti di età inseriti nelle offerte di lavoro). Ora, tutto il progetto Ichino è molto attento nel porre paletti alle possibilità di accedere a forme di sostegno pubblico per chi è senza lavoro e senza reddito, una preoccupazione che non troviamo nei confronti delle imprese e che fa ragionevolmente ritenere che ben pochi disgraziati ne potranno usufruire. Leggiti nel sito di Ichino l'aspro confronto con l'Avv. Mario Fezzi di Milano uno dei massimi esperti di diritto del lavoro, che meglio di me potrà dare elementi di comprensione del perché tanti si oppongono al progetto del Professore. In quanto a chi sostiene il Professore posso dirti che all'interno del PD (preciso che io non sono un aderente al PD) al Congresso del Partito le sue posizioni hanno ottenuto un 2% di sostenitori contro oltre il 90% a sostegno delle posizioni di Fassina. Al suo fianco nel PD troviamo Veltroni (quanti ricordano i danni prodotti da quest'uomo) e D'Alema (vale lo stesso discorso di Veltroni) mentre si sprecano i sostenitori nel centro destra (segue
Armando R. di Milano (MI), (11 dicembre - ore 19:49:18):
(segue) e ha deliberatamente ignorato i danni collaterali delle riforme previdenziali che lasciavano in strada senza reddito centinaia di migliaia di disoccupati maturi. Contemporaneamente Ichino da sempre sostiene la flessibilità più spinta appoggiando sia il Pacchetto Treu che la Legge 30 che i nostri ... (segue) (segue) e ha deliberatamente ignorato i danni collaterali delle riforme previdenziali che lasciavano in strada senza reddito centinaia di migliaia di disoccupati maturi. Contemporaneamente Ichino da sempre sostiene la flessibilità più spinta appoggiando sia il Pacchetto Treu che la Legge 30 che i nostri giovani conoscono benissimo perché le pagano sulla propria pelle tutti i giorni. In tempi più recenti il Professore ha scoperto la flexsecurity alla danese ma, se vai a leggere attentamente le sue proposte vedrai che da parte sua c'è la massima attenzione a rendere "più facile" la vita alle imprese liberalizzando la possibilità di licenziare. Quindi estrema attenzione alla flexibility che non trova analogo riscontro nella security. Diciamo che è una interpretazione "creativa" del modello danese che viene corroborato con una serie di paletti sulla strada dichi dovesse avere bisogno di un sostegno pubblico in mancanza di lavoro. Dato che la situazione del sistema imprese italiano è caratterizzato ormai da anni dalla delocalizzazione di interi comparti industriali (soprattutto medie e grandi imprese) esiste una difficoltà oggettiva a trovare lavoro (segue)
Armando R. di Milano (MI), (11 dicembre - ore 19:41:07):
Caro Roberto, forse sono il primo a commentare questotuo botto e questa volta (permettimelo) non sono d'accordo con te se, da quello che mi pare di cogliere nel tuo articolo, ti ritrovi nelle proposte di Ichino. Comincerei da un po' di storia che non fa mai male. Il Prof Ichino nasce politicamente nel ... (segue) Caro Roberto, forse sono il primo a commentare questotuo botto e questa volta (permettimelo) non sono d'accordo con te se, da quello che mi pare di cogliere nel tuo articolo, ti ritrovi nelle proposte di Ichino. Comincerei da un po' di storia che non fa mai male. Il Prof Ichino nasce politicamente nel sindacato e pià precisamente negli uffici studi della CGIL dove per decenni viene mantenuto dai versamenti dei lavoratori, si laurea, approda alla professione di Professore Universitario e poi in Parlamento nelle file del PD. Un percorso analogo a quello di un altro sindacalista CGIL, il Cazzola, ex-segretario dei chimici, anche lui per anni mantenuto dai versamenti dei lavoratori e, a fine carriera approdato in Parlamento nelle file del PdL con un bel seguito di contratti di consulenza e incarichi ben retribuiti. I percorsi sono del tutto simili come simili sono le convergenze in materia di pensioni e di diritto del lavoro. Mi concentro su Ichino. Il Professore da anni, da almeno 10 anni, sostiene la necessità di innalzare l'età pensionabile. Per anni ha totalmente ignorato il fatto che le imprese si liberavano dei lavoratori over40 (segue)
25 commenti finora pubblicati
Partecipa alla discussione attraverso il tuo account Facebook, Twitter o Linkedin
cliccando su uno dei bottoni qui sotto.
Per ulteriori informazioni su questa funzione,
clicca QUI
Lavoratorio.it non si prostituisce
Signor Ministro, auguri! Ne ha davvero bisogno
Meno cassa integrazione, più soldi per la ricollocazione
Ecco gli errori che annullano la candidatura
Dopo tante candidature inviate, sono in cerca di fantasia
Anche i nostri annunci fanno un po' schifo
clicca QUI
Jobob account
I PIU' COMMENTATI
1 nuovo commento nelle ultime ore: clicca e accedi al dibattito!
I BOTTI PIU' LETTI
|
IL DOCUMENTO IN PRIMO PIANO
La rubrica della posta: un ottimo strumento di approfondimento