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sabato 25 maggio 2013
IL BOTTO pubblicato il 5 dicembre 2011

Rifoma del lavoro: siamo tutti d'accordo sulla flexsecurity?

di Roberto Marabini

Siamo un popolo di opinionisti. Abbiamo opinioni su tutto, anche se non siamo informati su niente. Ce lo insegnano i salottieri televisivi: è evidente lontano un miglio che i grandi frequentatori dei talk show non hanno mai nemmeno letto una volta i testi delle leggi o dei progetti di riforma, sui quali sono lì ad esprimersi, a scendere in campo, a litigare, a urlare. Di solito, quei testi li votano pure: a favore o contro, non importa. Tanto non li hanno mai letti. L’importante è esprimere un’opinione netta e schierata, meglio se populista e tinta di intellettualismo da quattro soldi.
 
Per il mercato del lavoro è tempo di semplificazione e flexsecurity. Impariamo in fretta questo nuovo vocabolo, perché nelle prossime settimane diventerà d’uso comune, tutti lo utilizzeranno, anche al bar sport. Ben pochi avranno idea di che cosa significa. Come per lo spread o il quattro-quattro-due: l’importante è avere un’opinione qualunque, magari ideologicamente schierata, da buttare nella mischia.
 
Eppure, il presidente Monti ci ha già avvisato. Lo aveva anticipato nel suo discorso d’insediamento: dopo la manovra economica, la prima emergenza da affrontare sarà quella del mercato del lavoro.  Lo ha ribadito al momento stesso in cui ha presentato le norme Salva Italia: adesso tocca al lavoro. A chiare lettere, questo è il suo pensiero: “Dobbiamo voltare pagina rispetto al “dualismo” del nostro mercato del lavoro."
 
A sentir queste parole, qualche accelerazione cardiaca deve aver colpito Pietro Ichino, esperto di diritto del lavoro, ex sindacalista, docente universitario. Soprattutto, inventore e promotore instancabile del modello italiano della flexsecurity. Il presidente Monti ha fatto un riferimento preciso ed esplicito: la riforma del mercato del lavoro prenderà le mosse dal progetto flexsecutiry e dai disegni di legge che Ichino ha da tempo sfornato.
 
Bisogna sottolineare che i progetti di legge di Pietro Ichino piaccono, se non a tutti, sicuramente a molti. Ovviamente, piacciono alla maggior parte di chi ne ha almeno sentito parlare, anche se non ne ha letto una riga. Finora, questi progetti non sono stati presentati in Parlamento per una votazione, malgrado vantino una larghissima convergenza di opinioni bipartisan, anche fra gli opinionisti che non li hanno mai letti.
 
Negli ultimi lustri, in Italia non si è mai potuto votare su un progetto di riforma che avrebbe raccolto la quasi unanimità: come avrebbero fatto Feltri e Scalfari a vendere copie? Chi avrebbe aiutato l’audience di Santoro, Vespa o Lerner se nessuno avesse espresso opinioni contro? Su quale tema avrebbero potuto alzare la voce gli italiani mentre al bar bevono il caffè o si fanno un prosecco, anche se nemmeno lì nessuno li ascolta?
 
Bisogna pure ammettere l'esistenza di una opposizione, esigua numericamente, ma ideologicamente pesante,  già schierata sul fronte anti-flexsecurty.  I brigatisti rossi non hanno mai letto i progetti di legge del professor Ichino, ma lo minacciano di morte da almeno un decennio, più sulla base del sentito dire che altro. D’altra parte, ai brigatisti viene l’orticaria solamente ad annusare  la parola “riforma”,  qualunque essa sia. Un po’ come ad alcuni sindacalisti vecchio stampo, che a differenza dei brigatisti non usano kalashnikov.  Eppure, Pietro Ichino viene proprio dal sindacato, anzi dalla Cgil. Oggi, dai compagni massimalisti viene accusato  di eresia e di “intelligenza con il nemico”,  di essere un portatore di  idee liberiste infiltrato nel centro-sinistra.
 
E’ possibile prevedere che, oltre ai sindacalisti massimalisti ed agli anti-riformisti che per principio non leggono i progetti di riforma, le idee di Ichino non piaceranno nemmeno ad un paio di leader politici. Uno di questi sarà Nichi Vendola. Non capiremo mai se Vendola avrà letto  il progetto e nemmeno i motivi della sua opposizione: non hanno ancora inventato un traduttore dal vendolese all’italiano. L’altro leader sarà uno a caso: quello che fiuterà la convenienza del momento nello schierarsi contro.
 
Probabilmente, su un tema così delicato, anche Adriano Celentano prenderà posizione.
 
In sostanza, però, per l’ennesima volta ci ritroveremo di fronte  al problema di sempre: nessuno potrà  concretamente spiegarci cosa sia la flexecurity, tantomeno che cosa propongono i progetti di legge del professor Ichino. Teatranti della politica, giornalisti schierati, tecnici del bar sport, George Clooney ed Elisa, tutti in prima linea. Nessuno, però, saprà  dimostrare di aver letto una sola riga di quei progetti.
 
Eppure, basterebbe scrivere nel campo di ricerca di Google la parola  “flexsecurity” e cliccare sul primo link http://www.pietroichino.it/?p=1079 .
 
Propongo questo link ai lettori di Lavoratorio.it. Sinceramente, non vorrei ritrovarmi decine o anche centinaia di commenti a questo articolo, come di solito avviene. Mi piacerebbe vivere in un Paese dove le opinioni non si costruiscono al bar sport, nel salotto di Vespa o reggendo un editoriale di Scalfari, ma semplicemente (e faticosamente) cercando di comprendere i documenti originali.
Roberto Marabini
Direttore responsabile di Lavoratorio.it
I COMMENTI

25 commenti finora pubblicati

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Andrea B. di Mantova (MN), (31 dicembre - ore 14:14:20):

Con la flexsecurety saremmo un paese più giusto,dove perdere il lavoro non sarebbe un dramma come ora.Con una classe politica e sindacale così incapace sarà impossibile vederla realizzata. Andrea Benatti operaio protetto???? dall'articolo 18!

Antonio D. di Mirabella Eclano (AV), (30 dicembre - ore 01:58:13):

Non ho letto tutto il progetto della flexsecurity, sinceramente perchè è troppo lungo, quando avrò più tempo lo leggerò con molta attenzione. Chiedo scusa se a me ha colpito in particolare un punto del pacchetto, forse non è interessante per tutti. Intendo il contratto unico di inserimento. Alcuni ... (segue)

Deborah F. di Correggio (RE), (28 dicembre - ore 13:29:53):

Dopo avere letto parte dei documenti contenuti sul sito di Ichino, sono finalmente riuscita ad accedere ai video (finora non riuscivo a visualizzarli), compreso quello indicato da Walter. Ora, io non sono una "addetta ai lavori" del settore, per cui ho una domanda da porvi, alla quale non sono riuscita ... (segue)

Mario R. di Roma (RM), (21 dicembre - ore 12:29:34):

Il sito di Ichino (della famiglia degli ichinodermi) riporta, a proposito della flexsecurity una generica riforma degli artt. cc. riguardanti solo in minima parte il lavoro dipendente. Non entra nei dettagli con proposizioni finite e sopratutto manca di qualsiasi considerazione sul valore da attribuire ... (segue)

Giuseppe Z. di Merate (LC), (20 dicembre - ore 23:40:53):

Ho letto con attenzione le problematiche solelvate sulla flexicurity (si scrive così in europa) e debbo dire di aver trovato solo riferimenti apologetici sui massimi sistemi, sulle colpe dell'uno o dell'altro per aver creato l'attaulòe situazione, e non sulla concretezza applicativa della Flexicurity ... (segue)

Jobob L. di Milano (MI), (18 dicembre - ore 19:54:38):

L'intervento di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it: "Perfetto, ci siamo! Con puntualità cronometrica oggi, domenica 18 dicembre 2011, il termine Flexsecurity ha fatto il suo esordio ufficiale sui telegiornali nazionali. La Neoministra del lavoro ed il Presidente della Camera, oggi hanno fatto ... (segue)

Walter D. di Roma (RM), (18 dicembre - ore 19:25:29):

Consiglio a tutti di andarsi a rivedere la registrazione della trasmissione "IN ONDA" di ieri sera (17 dicembre). Il link è il seguente: www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50245226. Ichino secondo me ne esce letteralmente a pezzi. Peccato che oltre a goderci la chiarezza di Cofferati e soprattutto ... (segue)

Utente non più iscritto a Lavoratorio.it (18 dicembre - ore 12:17:49):

Senza alcun fine polemico, ma avendo letto quanto Ichino (mi scuso per il refuso) scrive, ma lo trovo fumoso e, sopratutto non dice cosa fare e come, quindi è particolarmente "vuoto" di significati tanto quanto i "parlottieri televisivi"

Jobob L. di Milano (MI), (18 dicembre - ore 11:27:38):

L'intervento di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it: "Buongiorno Mario, recentemente ci hanno accusato (anzi, "mi" hanno accusato) di essere un po' troppo duri nei confronti dei nostri lettori. Ho avuto modo di spiegarne i motivi, ma sono sempre pronto a ricredermi. Quindi, invece di stroncarla, ... (segue)

Utente non più iscritto a Lavoratorio.it (18 dicembre - ore 09:52:59):

Suggerisco di eliminare il link al sito di Iachino perche, come molte altri celebri "statement" del predetto non dice assolutamente nulla

Walter D. di Roma (RM), (16 dicembre - ore 23:10:37):

Sottoscrivo gli argomenti di Armando, ai quali ne aggiungo due. Il primo è di tipo "esistenziale": uno come Ichino che si guadagna da vivere come avvocato a difesa delle aziende e contro i lavoratori, cosa vi aspettate che proponga a livello legislativo, provvedimenti a favore dei lavoratori o contro ... (segue)

Deborah F. di Correggio (RE), (16 dicembre - ore 12:08:46):

Quindi, non disperare Roberto: non credo che gli altri lettori siano troppo presi dalle ultime trasmissioni in TV o, peggio, solo dai propri lamenti, per potersi occupare di questa lettura. Probabilmente, se l'argomento fosse stato inerente a ciò di cui mi sono sempre occupata, dedicando molti approfondimenti ... (segue)

Deborah F. di Correggio (RE), (16 dicembre - ore 12:06:27):

Io sto leggendo, un po' per volta, i documenti proposti sul sito di Ichino. Sto anche confrontandoli con altri, nel web. E' naturale che, di fronte ad una mole del genere, non ci si può aspettare una risposta in due e due quattro. Leggo anche i vostri commenti, con attenzione. D'altro canto "è meglio ... (segue)

Armando R. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 16:15:34):

Ciao, hai ragione, forse ti aspettavi una reazione diversa ma in fondo questo confronto è un pochino da addetti o quasi ai lavori. In quanto a iò che dici di Ichino io purtroppo non ho tempo di rileggermi in questo momento le sue proposte ma ho avuto modo di incrociarlo in convegni e trasmissioni televisive ... (segue)

Jobob L. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 15:59:07):

La replica di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it: "Ciao Armando, non so se dispiacermi o meno del fatto che il dibattito a seguito di questo botto sembra presentarsi "solo" come un confronto fra vecchi amici. E' un dato di fatto che, prima di risponderti, ho impiegato un'oretta nel leggere ... (segue)

Armando R. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 12:36:54):

(segue) non si propone di andare a fare l'imbianchino ma si offre una occupazione abbastanza vicina alla propria esperienza, alla propria professionalità e al precedente livello retributivo ... se non si trova una proposta coerente gli si continua a versare il contributo statale. Grazie e ciao Armando ... (segue)

Armando R. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 12:34:33):

(segue) Incominciamo a potenziare e qualificare i Centri Pubblici per l'impiego come prima cosa. Poi una bella operazione di pulizia nel marasma degli operatori che si occupano di intermediazione di mano d'opera e di formazione. Ne mandiamo a casa un bel po' (magari qualcuno anche in galera) e recuperiamo ... (segue)

Armando R. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 12:25:04):

Ciao Roberto, ti ringrazio per la pronta risposta e ti ringrazio anche per avere esplicitato meglio il tuo pensiero facendomi capire che su molte cose siamo in sintonia. Mi scuso quindi per avere male intepretato il tuo botto. Hai ragione nell'accusare chi manca di proposte concrete e tu sai che noi ... (segue)

Jobob L. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 09:58:21):

(continua) sulla incapacità della sinistra o anche semplicemente dei progressisti italiani di riuscire a trovare un qualsivoglia punto di riferimento comune, se non un progetto, almeno un piccolo obiettivo che possa rendere credibile le troppe esternazioni espresse negli ultimi venticinque anni. Insomma, ... (segue)

Jobob L. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 09:46:31):

(continua)Sai benissimo, caro Armando, che i primi bersagli del brigatismo sono storicamente stati proprio i sindacalisti, qualunque sindacalista avesse mai lontanamente accennato alla possibilità di un qualsivoglia accordo con il padrone. Il massimalismo non prevede la possibilità di accordi, per ... (segue)

Jobob L. di Milano (MI), (12 dicembre - ore 09:37:34):

La replica di Roberto Marabini, direttore di Lavoratorio.it: "Ciao Armando, forse è il caso di esplicitare la nostra familiarità. Ci conosciamo da oltre dieci anni, io come giornalista specializzato sul mercato del lavoro e tu come fondatore dell'associazione Atdal Over40. Fin dalle prime righe di ... (segue)

Armando R. di Milano (MI), (11 dicembre - ore 20:04:10):

(segue) così come la compagine di Professori del sito La Voce (Boeri, Brugiavini, Gariboldi) , il Professore Miche le Tiraboschi (erede di Biagi) e la stessa Ministra dalla lacrima facile Fornero. Tutti pensatori che hanno sostenuto per anni la necessità di allungare l'età pensionabile fregandosene ... (segue)

Armando R. di Milano (MI), (11 dicembre - ore 19:55:43):

(segue) difficoltà ancor maggiore in particolare per gli over40 che le imprese continuano a buttare fuori e a rifiutarsi di ricollocare (come ben sai dai limiti di età inseriti nelle offerte di lavoro). Ora, tutto il progetto Ichino è molto attento nel porre paletti alle possibilità di accedere ... (segue)

Armando R. di Milano (MI), (11 dicembre - ore 19:49:18):

(segue) e ha deliberatamente ignorato i danni collaterali delle riforme previdenziali che lasciavano in strada senza reddito centinaia di migliaia di disoccupati maturi. Contemporaneamente Ichino da sempre sostiene la flessibilità più spinta appoggiando sia il Pacchetto Treu che la Legge 30 che i nostri ... (segue)

Armando R. di Milano (MI), (11 dicembre - ore 19:41:07):

Caro Roberto, forse sono il primo a commentare questotuo botto e questa volta (permettimelo) non sono d'accordo con te se, da quello che mi pare di cogliere nel tuo articolo, ti ritrovi nelle proposte di Ichino. Comincerei da un po' di storia che non fa mai male. Il Prof Ichino nasce politicamente nel ... (segue)


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