sabato 23 settembre 2017

Come rispondere ad una inserzione di lavoro

di Roberto Marabini

La maggior parte delle candidature che vengono inviate in risposta ad annunci di lavoro sono realizzate in maniera pessima. Ne sono cosciente: anche questa affermazione scatenerà un feroce dibattito. Quando, attraverso un botto ed un video, ho provato ad elencare gli errori tecnici che impediscono all’80% dei curriculum di arrivare a destinazione, la redazione ha ricevuto decine di commenti da parte di lettori che si rifiutano di accettare questa realtà.
 
Mi spiace per chi prova difficoltà a mettersi in discussione e non pare interessato a comprendere le dinamiche del nostro mercato, ma il senso di assoluta lealtà nei confronti di chi realmente vuole capire come si cerca lavoro via internet mi impone di sviscerare anche gli aspetti meno populistici dell’incontro fra domanda ed offerta di lavoro.
 
Eccomi dunque a spalancare un altro doloroso coperchio: ammesso che tecnicamente la nostra candidatura sia realmente indenne da errori tecnici e sia riuscita ad entrare nella cerchia delle 50-200-500 candidature che sono arrivate a destinazione, tutti sappiamo che solamente una minima parte dei candidati saranno concretamente convocati per un colloquio. Perché, fra centinaia di curriculum, il selezionatore dovrebbe convocare proprio me? La mia candidatura riuscirà a farsi notare e sarà in grado di comunicare in pochi secondi "Ecco il candidato che cerchi!"?
 
Qualche giorno fa, un'amica mi ha chiesto l'ennesimo parere sul suo cv. Ho provato a risponderle con estrema sincerità e concretezza. Diversi documenti pubblicati su Lavoratorio.it, ai quali rimando per un vero e proprio approfondimento, cercano di spiegare come realizzare il proprio curriculum e la propria lettera di presentazione. Ma nella risposta inviata alla mia amica mi sono accorto di aver condensato un trattatello, un decalogo che potrebbe essere intitolato "Come rispondere ad una inserzione di lavoro". Provo quindi a riproporlo ai lettori di Lavoratorio.it, esattamente come l'ho inviato alla mia amica:
 
"Ciao Antonella,
 
spero tu abbia sgombrato il cervello da ogni condizionamento relativo alla crisi economica ed alla scarsa professionalità di molti selezionatori: purtroppo, si tratta di argomenti che ben conosciamo e mi parrebbe assolutamente inutile perdere tempo in considerazioni fuorvianti. Mi hai chiesto un parere tecnico e cerco di rispondere per punti. Prova a leggerli uno per uno e con estrema attenzione. Poi fammi sapere:
 
- anche tu hai utilizzato il formato europeo del cv: proprio non lo sopporto! Il formato europeo riduce il curriculum ad uno sterile elenco, più o meno lungo, impersonale e di difficile lettura. Tutte le tue esperienze sono ridotte ad un elenco dove sei stata costretta a dare lo stesso spazio ad ogni esperienza: a lavoretti di poche settimane, come all’impiego che hai svolto per quindici anni. E’ proprio questo il peggior difetto del formato europeo: non è personalizzabile, cioé non puoi mettere in evidenza le esperienze più significative per te o rispetto all’inserzione per cui hai deciso di candidarti.
 
- A mio avviso, il formato europeo del cv è solamente un ottimo promemoria che ti ha aiutato ad elencare gran parte delle tue esperienze e delle tue competenze, ma è tutt’altra cosa rispetto alla candidatura che, di volta in volta, devi calibrare e realizzare quando vuoi rispondere ad un annuncio di lavoro!
 
Se ritieni, provo ad elencare le operazioni che dovresti compiere ogni volta che ti trovi di fronte ad una inserzione di lavoro “interessante”:
 
1) Anzitutto, devi cercare di comprendere quali sono le attività realmente proposte dall’annuncio, le competenze professionali che sono esplicitamente richieste o quelle che ritieni siano opportune per considerarsi realmente il “candidato ideale”.
 
2)  Lo so, non è per niente facile, in Italia la maggior parte degli annunci non sono per nulla chiari, anzi fanno un po’ schifo. Ma se ritieni che si tratti di una opportunità seria, dopo aver messo a fuoco il punto precedente, devi sottoporti ad un' auto-analisi molto critica. Senza sottovalutarti, ma anche senza barare.
 
3) Per iniziare la tua auto-analisi, puoi prendere come riferimento proprio l’elenco realizzato per il formato europeo del cv: scorri una per una le tue esperienze professionali e formative e sottolinea con un pennarello quelle che hanno un riferimento diretto con le attività e le competenze richieste dall’inserzione. Ma non basta.
 
4) Oltre a considerare quanto avevi già elencato nel tuo formato europeo del cv, devi rovistare a fondo nella tua memoria. Ognuno di noi tende a dimenticare attitudini ed esperienze che, infatti, non sono inserite nel formato europeo, ma che possono invece avere molta importanza per dimostrare la nostra attitudine ad un impiego. Ad esempio, se sono richieste capacità organizzative, possiamo ricordare un periodo dove abbiamo gestito con ottimi risultati un gruppo di persone, anche al di fuori del lavoro. Ad esempio, attraverso un'associazione culturale o nel coordinamento di un intero campeggio estivo per i ragazzini della parrocchia.
 
5) A questo punto, dai tuoi elenchi (il formato europeo e la memoria) devi prelevare solamente le esperienze e le attitudini che possono interessare all’autore della specifica inserzione cui intendi rispondere. Devi prendere i singoli punti interessanti e riscriverli di nuovo, su un foglio bianco: entra nel concreto e cerca di spiegare il collegamento fra le tue esperienze e quanto richiesto dall’inserzione. Certamente, anche quando riscrivi ogni volta la tua candidatura, lontana il più possibile da moduli e formati prestampati, devi essere sintetica. Ma ti renderai conto che potrai mettere in evidenza un sacco di cose interessanti e pertinenti, che non avevi mai potuto indicare nel formato europeo del tuo cv!
 
6) Stavo per dimenticare: sai cosa devi fare di tutte le esperienze professionali, dei titoli di studio e dei master che erano elencati  nel formato europeo del tuo cv, ma che non hanno nessun interesse per l’inserzione cui di volta in volta vuoi rispondere? Nel cv che stai per inviare non indicarli affatto: eliminali! Oppure, se proprio lo ritieni necessario, inseriscili in fondo al curriculum: un elenco sintetico, introdotto ad esempio con la frase: "Oltre alle specifiche competenze professionali sopra indicate, nel corso degli anni ho accumulato anche altre esperienze lavorative (o formative) come badante, direttore generale, cuoca, facchino, eccetera".
 
7) Quando hai realizzato il nuovo curriculum che intendi inviare ad una certa inserzione, non devi mai dimenticare un passaggio essenziale: la realizzazione di qualche riga di presentazione (o di accompagnamento, o come diavolo la vuoi chiamare) del tuo curriculum. In queste dieci righe devi spiegare perché ti stai candidando per quell’annuncio. Sottolineo: quell'annuncio specifico e non un annuncio qualunque.
 
8) Queste righe di presentazione sono l'anima della tua candidatura e possono davvero fare la differenza nel mare delle centinaia di curriculum pervenuti al selezionatore. Avrai capito che non possono essere sempre uguali. Per riuscire a dare un’anima a queste righe, prova a scrivere esattamente quello che diresti a tua sorella o a me per convincermi che sei la persona giusta per quel posto di lavoro!
 
9) Fai conto che a me non interessi nulla del tuo curriculum, ma vuoi convincermi a leggerlo: dammi almeno un motivo concreto per leggere il tuo curriculum. Tieni presente che dei tuoi problemi personali e familiari non deve interessarmi nulla. Potrei già sapere che sei la migliore persona del mondo, ma perché dovrei scegliere proprio te per quel lavoro? Che cosa avete in comune tu, quel lavoro e quell’azienda? Devi spiegarmelo concretamente. E convincermi. Altrimenti non leggerò una sola riga del tuo bellissimo curriculum.
 
10) Le righe di presentazione del tuo curriculum dovranno ovviamente precedere sempre il curriculum stesso: potrai scriverle nel corpo della mail a cui alleghi il tuo cv, oppure su un altro documento intitolato “lettera di presentazione” oppure inserirle sullo stesso documento, ma prima del cv vero e proprio.
 
Cara Antonella, per il momento, credo di aver terminato.
Probabilmente, in pochi minuti, ho rivoluzionato il tuo modo di intendere il concetto stesso di candidatura. O almeno lo spero.
Un abbraccio e a presto."
Roberto Marabini
Direttore di Lavoratorio.it

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