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sabato 1 ottobre 2016
IL BOTTO pubblicato il 12 febbraio 2014

C'è chi piange e chi si sbatte anche per gli altri

di Andrea Monaci

Che sia un periodo difficile, molto difficile, lo sappiamo benissimo e anche se volessimo far finta di niente sarebbe impossibile. Sono tutti pronti a ricordarci che stiamo vivendo la crisi più difficile di sempre della storia d'Italia, che la gente è allo stremo, che il lavoro non c'è e se c'è è improponibile, precario, sottopagato, da schiavi. Il piagnisteo arriva più dai media e dall'esercito dei “fancazzisti” di professione che dai diretti interessati che invece, nella drammaticità dei gesti, conservano la propria dignità! In questa valle di lacrime c'è però qualcuno che si dà da fare: sono le associazioni dei disoccupati in età matura, che si sbattono per tenere insieme i propri associati, informarli, incoraggiarli. Ora si sono presi la responsabilità di contare di più ed arrivare finalmente ad incidere sulle scelte che possono farci uscire dalla crisi del lavoro. Come? Facendo squadra.
Quanti nostri concittadini hanno deciso di farla finita nell'ultimo anno perché si sono sentiti invece abbandonati da tutti o semplicemente troppo soli? Tanti, troppi e in assoluto silenzio, altro che lacrime in tv o muri del pianto su internet! Di questi morti, di questo clima soffocante, una gran parte di responsabilità va ricondotta proprio allo sterile piagnisteo stereofonico che ogni giorno amplifica il disagio (vero) creato dalla crisi economica. Nessuno vuole negare che la situazione sia gravissima: non è questione di minimizzare o di avere fette di salame sugli occhi, ma le lamentele non cambiano lo stato delle cose.

I primi a dire basta sono stati proprio quelli in maggior difficoltà: chi il lavoro l'ha perso da troppo tempo ed oltre al lavoro stava per perdere ogni speranza. Persone, cittadini, ex lavoratori quasi prossimi alla pensione, padri di famiglia over 40, 50 e 60. Per anni hanno scritto a destra e a manca, anche a questo sito (QUI nella nostra rubrica della posta) , migliaia di email disperate e incattivite. Eppure sono riusciti da soli ad accorgersi del vortice in cui stavano precipitando: la depressione e l'isolamento sociale, i mali che oltre alla perdita della autosufficienza economica sono alla base della disgregazione sociale.

Dagli over 40, 50 e 60 d'Italia è arrivato il primo vero stop alla politica del piagnisteo continuo. Poco prima di Natale a Torino è successo qualcosa di impensabile per il nostro paese, almeno per quello di oggi votato all'autolesionismo. Quattro associazioni di disoccupati in età matura, over 40, 50 e 60, hanno deciso di unire le forze e dare vita ad una federazione (QUI maggiori dettagli), per alzare la voce, questa volta con il sorriso di chi non si sente più solo ed è più forte anche se la sua condizione lavorativa non è cambiata. Per fare cosa? In passato queste associazioni si sono occupate soprattutto di dar voce alla categoria e di aiutare i disoccupati in età matura con progetti come questo, ad esempio. Ora occorre invece incidere concretamente sull'attuale e inadeguata legislazione del lavoro, che deprime invece di creare le opportunità e continua a consentire la discriminazione per età nonostante i divieti. Ci aspettiamo segnali concreti presto, e perché no, finalmente qualche rappresentante in Parlamento a fare la voce grossa.
Questo è un segnale positivo per tutti: se usassimo tutte le energie sprecate quotidianamente nelle lamentazioni per darci una scossa positiva, per pianificare la nostra attività e soprattutto per cercare una nuova strada, guarderemmo al domani con occhi diversi.
 
Redazione Lavoratorio.it
I COMMENTI

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Redazione (20 aprile 2015 - ore 13:18:06):

Valerio, come vede noi qui diamo spazio proprio a chi vuol andare oltre la semplice protesta o "piagnisteo": legga anche la più recente discussione sviluppatasi a seguito della pubblicazione di questo editoriale http://www.lavoratorio.it/editoriale-lavoro/alla-vigilia-di-expo-nessun-over-40-e-stato-ricollocato/3616.html ... (segue)

Valerio Selmi (17 aprile 2015 - ore 12:15:00):

Sono un 58enne ex dipendente di azienda fallita. Mi trovo a dovermi ricollocare sul mercato del lavoro. Le difficoltà che incontro sono le stesse di tutti gli over 50 ed ho scoperto a mie spese che la mia professionalità "importante" è un ulteriore ostacolo in un mondo del lavoro che offre ben poche ... (segue)

Redazione (09 giugno 2014 - ore 22:51:36):

Buongiorno Andrea, quanto da lei raccontato è purtroppo esperienza quotidiana. Da sempre ci domandiamo: le segretarie (o il responsabile del personale di un'azienda) sono automi o persone dotate di sensibilità? Le segretarie e i responsabili hanno capito che, nel terzo millennio, chi oggi è segretaria ... (segue)

Andrea Bredo (09 giugno 2014 - ore 18:30:28):

buona sera a tutti anch'io e da tempo che non ho un'occupazione solida solo lavori saltuari e poi di nuovo in attesa il tutto dovuto anche ad un brutto infortunio alla mano ma a parte cio' mi lascia molto basito il notare questo continuo sistema di allontanamento da chi cerca lavoro all'azienda stessa ... (segue)

Redazione (31 marzo 2014 - ore 15:49:43):

Carmina, invece è arrivata su una pagina di Lavoratorio.it: qui ascoltiamo (e ospitiamo senza censure) tutti gli interventi, anche quelli che francamente apportano ben poco alla discussione. In questo editoriale si parlava di un'iniziativa finalmente positiva per i disoccupati in età matura: stop alle ... (segue)

Giovanni Bravin (31 marzo 2014 - ore 09:24:00):

Per Carmina. Non so se l’ascolteranno, di certo c’è un dato di fatto che vede TUTTE le parti sociali, stranamente silenti in proposito. Con l’altima riforma pensionistica, varranno solo i contributi versati per un calcolo della pensione. Disoccupati giovanili oppure ultraquarantenni, avranno pochi ... (segue)

Carmina Perillo (30 marzo 2014 - ore 11:14:20):

Vorrei ricominciare a vivere e non sentirmi così insoddisfatta e delusa e riavere la mia dignità, ma senza un lavoro non si riesce a vivere e si perdono tutte le speranze e a solo 25 anni ti fanno sentire una nullità solo perché si vuole lavorare ma non danno la possibilità di farlo e senza lavoro ... (segue)

Redazione Lavoratorio.it (27 febbraio 2014 - ore 11:46:25):

Federico: è esattamente quello che si sostiene nell'editoriale, l'unione "dovrebbe" fare la forza. Aspettiamo le prime mosse concrete della Federazione per tornare sull'argomento.

Federico (27 febbraio 2014 - ore 11:39:28):

Infatti a parole tutti bravi poi nella pratica... Mi sta anche bene che le associazioni degli over si uniscano, sarà finalmente la volta buona che inizino a contare qualcosa?

@cosebuoneditali (27 febbraio 2014 - ore 11:36:41):

Tutto vero signor Monaci, bisogna darsi da fare. Peccato che chi per primo dovrebbe farlo sono anno che getta fumo negli occhi ai disoccupati, così non si va da nessuna parte anche se ci si sbatte e "batte" dalla mattina alla sera.

Loredana Livieri (18 febbraio 2014 - ore 12:07:05):

sì confermo, nella situazione per me nuova di disoccupata over 40 sento tanto la disperazione che ormai regna ovunque e tanta solitudine.....ti sembra di non uscirne più fuori.....mille annunci ma mai uno che abbia poi un esito positivo.....prima o poi dovrà cambiare.....


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